L'attrice catanese nel ruolo che fu di Sofia Loren
di Redazione
Roma – In un salotto borghese una signora matura e la figlia trentacinquenne ben vestita discutono di una cucina nuova da acquistare e di problemi quotidiani in apparente serenità. Il fatto è che si tratta di Cesira e Rosetta, brutalmente violentate venti anni prima, durante la guerra, dai marocchini delle truppe alleate, protagoniste de «La ciociara», il romanzo di Moravia, divenuto film di De Sica che valse l’Oscar alla Loren. Su questa scena si alza il sipario del dramma che ne ha tratto Annibale Ruccello con lo stesso titolo, «La ciociara», che dopo un’anteprima al Manzoni di Cassino debutta domani e domenica al Verdi di Brindisi, prima di una lunga tournée, con la regia di Roberta Torre, al suo debutto teatrale e Donatella Finocchiaro e Martina Galletta protagoniste. La produzione è del Teatro Bellini di Napoli.
È uno degli ultimi lavori scritti di questo grande napoletano, autore tra l’altro di «Ferdinando», poco prima di morire nel 1986 e la Torre dice di esserne stata conquistata «perchè ne ha fatto una storia molto viva e con un suo senso emblematico, una tragedia contemporanea: il nodo centrale è il ferro rovente dell’impotenza delle vittime, qui di una donna e una bambina, ma simbolo di tutti gli inermi che non possono opporsi ai tragici soprusi della storia, come accade ancora oggi in varie parti del mondo».
A ridare vita queste due figure saranno Donatella Finocchiaro e Martina Galletta, con accanto Daniele Russo nei panni di Michele, l’intellettuale lettore del Vangelo, non violento in mezzo alla guerra, «in cui vedo – spiega la regista – un alter ego di Ruccello, con una sua certa visione profetica e dai tratti pasoliniani, nell’osservare questo mondo contadino sgretolato dalla violenza e poi dal consumismo, che ha conquistato e pacificato anche le due povere vittime, due piccole borghesi ben inserite nel boom economico degli anni ’60».
Come la figlia esce di casa, però, la madre rimasta sola torna con la memoria ai ben noti fatti e rivive la storia della sua fuga in Ciociaria, negli anni ’40, della ricerca di salvezza, dell’incontro con Michele, dell’arrivo degli alleati e anche lo stupro suo e della bimba tredicenne. «È un viaggio tra i ricordi, a ritroso, nell’inferno, un ritorno dei fantasmi del passato che, momento dopo momento, dalla poltrona di un comodo salotto, acquistano una luce diversa, paradossalmente più tragica – spiega la Torre – Proprio su questo aspetto onirico e simbolico, di fantasmi di tutte le guerre di ieri e di oggi, ho lavorato visivamente e cinematograficamente nel mio allestimento, costruendo una sorta di scatola-lanterna magica.
La visionarietà nasce da due pareti di fondo su cui scorrono dei video, più un velatino anteriore su cui vengono fatte delle proiezioni, in modo che gli attori si trovano ad agire al centro di tutto questo, dando vita a una sorta di mondi paralleli».
Roberta Torre, regista di film che vanno da Tano da morire a Mare nero e I baci mai dati dice di essere affascinata dalla forza del teatro: «È il lavoro con gli attori che è diverso, l’approfondimento che viene fatto sulle parti, le dinamiche che scaturiscono tra noie tra loro, la forza dell’emozione che devono rendere vera, lì in quel momento. In teatro non possono fingere con quella distanza che c’è stando davanti a una macchina da presa. E poi sulla scena c’è molta più libertà oggi, che sappiamo tutte le difficoltà che ci sono nel nostro paese per fare cinema in un certo modo».
Comunque continua a portare avanti un suo grande progetto, cercando coproduzioni, e, dopo tanto tempo, cominciando a vedere la luce, con la fine della scrittura della sceneggiatura: «È un film che si dovrebbe intitolare Rosa e matematica, sull’inventore della Lambretta, che era poi era mio nonno, e sulla rivalità con la Vespa».
La ciociara, dopo il debutto, sarà, tra l’altro a Potenza, Messina (dal 19 al 23 gennaio) Catanzaro e Bari, per arrivare al Goldoni di Venezia (2-6 febbraio) e al Manzoni di Milano (8-26 febbraio), per passare per Veneto e Toscana e arrivare a finire la tournee a Lugano (23-25 marzo) e a Sassari (28-29 marzo) e Cagliari (30 marzo-3 aprile).
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