Sanità Modica

Benvenuti all’inferno. Indagine de Il Clandestino all’Ospedale Maggiore

Stile Striscia la Notizia

Modica - A spasso per i corridoi dell'ospedale Maggiore, telecamera in mano, senza che nessuno li fermi. L’ha fatto “Striscia la notizia”, e ci hanno provato a Modica dove anche a l’associazione “Il Clandestino con permesso di soggiorno” ha svolto un’inchiesta sulle condizioni dell’ospedale, provando a “scardinare” i locali del nosocomio ed in effetti non ha avuto problemi e così ha realizzato l’inchiesta “Benvenuti all’inferno” finita anche su YouTube. Gli ideatori si sono muniti di una telecamerina e, partendo dai corridoi del primo piano, sono andati alla ricerca della nuova divisione “Hospice” fingendo di perdere l’orientamento. Hanno trovato porte aperte con le chiavi inserite nelle serrature e, dopo avere sceso delle scale, si sono ritrovati in un corridoio dove erano accatastati rifiuti di ogni genere. “C’erano computer, monitor, apparecchiature varie – dicono quelli de Il Clandestino – ed anche un forno a microonde, comodini, materassi, materiale sigillato, bidoni contenenti acido corrosivo, medicine per topi, documenti, letti, sedie, alla mercè di chiunque, oltre a calcinacci e polvere”. Il gruppetto è andato oltre fino ad arrivare in un corridoio dove era evidente la perdita della tubazione e senza che nessuno li fermasse sono andati oltre fino al locale dove si trovano le cabine elettrice e le caldaie. Chiunque a quel punto avrebbe potuto manomettere gli impianti arrecando seri danni all’interno nosocomio e ai pazienti. “Siamo riusciti indisturbati – dicono gli autori – a raggiungere anche la nuova ala dove lo scenario apparentemente era diverso ma nei fatti no perchè abbiamo trovato, nella libera disponibilità, materiale ancora sigillato per le stanze. Al termine delle riprese siamo potuti uscire da dove eravamo entrati. Nessuno ci ha fermato o ci ha detto nulla”. Il direttore sanitario del “Maggiore”, Piero Bonomo, si limita a commentare: “C’erano ammalati in quei corridoi?. Quelli sono posti inutilizzati dove depositiamo momentaneamente materiale in disuso che con cadenza abituale, poi, rimuoviamo conferirli nella apposite discariche”. C’è da dire che l’ospedale modicano fino a poche settimane fa è stato un cantiere aperto per cui si sono utilizzate tutte le aree disponibili e non utilizzati per le cure dei malati per creare dei magazzini. Per il resto Bonomo dice solo il classico “no comment”.

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