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Presidi siciliani, deciderà il Tar del Lazio

E non il Cga

 Palermo - I 426 presidi siciliani segnano un punto a loro favore. 

Il Consiglio di Stato ha stabilito che sull'eventuale annullamento del decreto ministeriale dello scorso 3 gennaio dovrà pronunciarsi il Tar del Lazio e non il Cga, come invece avevano chiesto gli esclusi del concorso bandito nel 2004. 

Facendo seguito alla legge Siragusa, il decreto del ministro Gelmini detta le nuove regole per ripetere il concorso: "Una prova scritta sull'esperienza maturata nel corso del servizio" per i 426 presidi congelati e la ri-correzione degli elaborati svolti per i bocciati. 

Il Cga, annullando i verbali di correzione degli scritti per un vizio di forma della commissione, aveva invece previsto la ripetizione degli scritti per tutti i partecipanti. 

Prima che entrasse in vigore la legge Siragusa, il commissario ad acta nel frattempo nominato dal Cga aveva fissato per il 13 e 14 icembre 2010 l ripetizione degli scritti. 

Per poi annullare tutto, dato che nel frattempo era intervenuta la legge. 

I ricorrenti hanno impugnato davanti al Cga il decreto di annullamento degli scritti del commissario, la legge e il decreto Gelmini, avanzando il dubbio di legittimità costituzionale dei tre provvedimenti. 

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Con l'ordinanza depositata l'altro ieri, il Consiglio di Stato ha stabilito che sul decreto Gelmini dovrà pronunciarsi il Tar del Lazio, mentre, sul decreto del commissario, il 18 maggio prossimo, il Cga stabilirà se inviare gli atti alla Corte. 

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