Scuola Scicli

Calo di iscritti al Classico di Scicli, risponde il preside

Parla Enzo Giannone

Scicli - Rispetto a questioni così serie, trovo abbastanza superfluo rispondere a certe provocazioni. Solo alcuni dati. Il liceo classico di Scicli – scuola che io stesso ho frequentato negli anni ottanta, diplomandomi con il massimo dei voti – non ha mai avuto numeri stratosferici di iscritti, se non episodicamente. I numeri sono stati sempre commisurati alla popolazione della città e proporzionali a quelli dei licei classici delle città vicine. E sono numeri in diminuzione da alcuni anni. Lasciando da parte ogni sterile riferimento ai professori che in passato andavano alla “fiera” del martedi – cosa di cui non ho contezza, non essendoci stato - ritengo che la scuola abbia avuto nel tempo e continui ad avere docenti validi. Peraltro i risultati dell’esame di stato dell’anno scolastico precedente sono stati molto soddisfacenti per il liceo classico, segnalandosi ben quattro 100 in una sola classe.

Esiste in questo momento un problema di scelte vocazionali da parte dei ragazzi che stanno penalizzando un po’ ovunque i licei classici: solo per fare un esempio a noi vicino, a Modica probabilmente dei due corsi tradizionali ne resterà l’anno prossimo uno solo. Questo non vuol dire che non ci siano problemi anche solo locali, che possono riguardare tanto l’organizzazione interna del corso del liceo classico quanto l’orientamento svolto dai docenti delle scuole medie della città. Io stesso li ho avvertiti in questo primo anno di presidenza a Scicli e su questo si sta lavorando, anche in continuità con le altre istituzioni scolastiche. Che non sia comunque un problema specifico dell’Istituzione scolastica “Cataudella” lo dimostrano i dati complessivi degli iscritti alla scuola: essi si mantengono inalterati e anzi, nel caso del Liceo scientifico fanno registrare un aumento del 17%, registrando probabilmente il massimo storico degli iscritti al liceo scientifico a Scicli.

Quanto ai cosiddetti corsi di recupero in educazione fisica, essi non hanno comportato nessun onere finanziario aggiuntivo per la scuola in quanto si sono svolti all’interno delle ore pomeridiane già previste e finanziate dal MIUR per l’attività sportiva. Sulla loro necessità poi posso solo dire che il Collegio dei docenti ha ritenuto opportuno attivarli come segnale educativo in quanto molti alunni hanno preso la cattiva abitudine di sottrarsi alla pratica sportiva nelle ore curriculari. Solo un invito alla riflessione collettiva infine: non esiste piuttosto un nesso tra scelte vocazionali dei ragazzi delle terze medie – sempre meno indirizzate verso studi altamente selettivi quali quelli del liceo classico - e livelli di partenza degli stessi nonché crescita/decrescita culturale complessiva del territorio e delle sue dinamiche socio-economiche? Non si dimentichi che Scicli ha tassi di dispersione scolastica tra i peggiori della provincia, pari a quelli di Vittoria, e che per questo motivo è inserita dall’Ufficio scolastico regionale tra le cosiddette aree a rischio.

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