Scuola Santa Croce Camerina

Bimbo disabile escluso dalla gita

Il preside: "Risolveremo il problema"

Santa Croce Camerina - Da lunedì, Antonino, 8 anni, studente di terza elementare all'istituto comprensivo Psaumide, non va a scuola. Questo perchè i suoi genitori hanno voluto dimostrare con un gesto tangibile la propria rabbia per l'esclusione del figlio dalla gita scolastica che si terrà il 28 aprile.

Le assenze di Antonino pesano come un macigno nella coscienza degli adulti che sono coinvolti in questa delicata vicenda. Negli ultimi giorni è nato un braccio di ferro fra la famiglia e il corpo docente. Una situazione difficile che scaturisce da problemi di relazione del bambino nel contesto della classe e nel rapporto con le insegnanti, conseguenza di una eccessiva vivacità e irrequietezza di Antonino che, dalla nascita, soffre di una disabilità fisica degenerativa, che gli causa problemi alle gambe e alle mani. I problemi si sono accentuati nelle ultime settimane.

"I medici ci hanno detto sin dall'inizio che Antonino era un bambino iperattivo - dice la madre Barbara(foto) - e che soffre di nervosismo per la sua situazione fisica difficile da gestire: ha un brutto rapporto con la malattia e in otto anni di vita ha dovuto affrontare sei interventi chirurgici".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso trasformando quella che in questi tre anni era stata gestita come una convivenza complessa, ma comunque pur sempre riuscita, in un insuccesso formativo, è stata la gita scolastica.

"Antonino ci teneva ad andare a questa visita di istruzione - racconta il papà, Vincenzo Crucetta - così un giorno ci ha detto che dovevamo dargli venti euro per l'adesione alla gita e abbiamo anche firmato un modulo".

Tutto bene sino a quando mamma Barbara, sabato scorso, si è recata come sempre a scuola per prendere il figlio alla fine delle lezioni.

"Sono stata chiamata dalla maestra - racconta la madre - e mi è stato detto che Antonino non poteva andare alla gita, fra l'altro davanti a lui; dopo aver sentito quelle parole mio figlio ci è rimasto malissimo. L'insegnante mi ha detto che Antonino avrebbe potuto fare la visita solo nel caso in cui noi ci fossimo assunti ogni responsabilità in caso di incidente, caduta o altro. Naturalmente non avrei mai firmato una carta del genere".

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1530871689-3-.gif

Barbara Taranto ha proposto all'insegnante la sua presenza.

"Mi è stato detto però che in questi casi l'accompagnamento non è previsto", racconta la madre, "ed io ho spiegato che se era un problema di mancanza di posti nell'autobus, io sarei stata disponibile ad andare a Catania con la mia macchina, ma anche in questo caso, mi è stato risposto che non era possibile".

Così è scoppiata la bufera. La madre di Antonino e il bambino sono andati via. Poi i due genitori sono tornati all'istituto per parlare con il dirigente che ha cercato di mediare.

"Alla fine abbiamo deciso di non portare Antonino a scuola. Siamo troppo amareggiati - spiega il padre, Vincenzo Crucetta - noi riteniamo che nostro figlio abbia il diritto di andare in gita alla Casa delle farfalle di Catania come tutti i suoi compagnetti, e non vedo perchè non possa farlo, dato che noi siamo disposti ad assumerci la responsabilità del suo accompagnamento visto che ci sono tutte queste difficoltà".

A seguito dell'ultima operazione che Antonino ha subìto ai piedi, esattamente un anno fa, per un lungo periodo ha frequentato scuola con una sedia a rotelle.

"Tutti i problemi sono iniziati in quella fase - racconta mamma Barbara - perchè Antonino non voleva farsi vedere in sedia a rotelle. Poi questa sedia non entrava nella porta del bagno. Inoltre non c'erano bidelli disponibili a portare il bimbo in bagno: così per tutto quel periodo così particolare io andavo a scuola, ogni ora e mezza, per portarlo in bagno".

Una situazione che ha mortificato Antonino e che, di conseguenza, lo ha fatto peggiorare.

"Io non dico che mio figlio sia facile da gestire, ma la scuola è un'agenzia educativa che ci deve sostenere", spiega la madre. La malattia congenita di cui soffre Antonino è ereditaria ed ha colpito anche il figlio più piccolo, che, fortunatamente, ha solo qualche problema alle mani. Il dirigente scolastico dell'istituto Psaumide, Antonino Militello, dice poche parole non entrando nella vicenda.

"Voglio solo sottolineare - dice il preside - che i rapporti fra me, i genitori del bambino e Antonino sono stati sempre cordiali e così saranno sempre". Il dirigente assicura che incontrerà i familiari di Antonino, essendo dispiaciuto per il protrarsi delle assenze del bambino dato che, chiaramente, le stesse sono dettate da una forma di protesta e non da una indisposizione del bambino.

"Troveremo sicuramente una soluzione", assicura il preside. Nel frattempo Antonino sta vivendo malissimo tutta la vicenda, non mangiando e accusando mal di testa e vomito.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1531731979-3-despar.gif