Giudiziaria Modica

Perseguitava l'amata modicana al telefono, condannato vittoriese

Giovanni Iacono, 34 anni

Modica - Si era invaghito di una donna modicana e la “voleva” a tutti i costi. Mai, però, si era presentato ufficialmente. Le sue avances le faceva telefonicamente. Furono talmente insistenti che la vittima fu costretta a denunciare la situazione. Per la polizia di Modica non fu difficile risalire all’autore delle chiamate. Giovanni Iacono, vittoriese di 34 anni, è stato processato e condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Modica, Antongiulio Maggiore. I fatti sono del 2005. L’uomo, come si diceva, si era invaghito della giovane donna, che lavorata presso una videoteca del Quartiere Sacro Cuore. La chiamava sistematicamente sull’utenza fissa dell’esercizio chiedendo prestazioni sessuali, utilizzando frasi oscene, sottolineando che la voleva “possedere” e poi la minacciava pure. Stanca della situazione ma anche preoccupata, l’interessata si è recata al Commissariato di Polizia denunciando i fatti. Rintracciato, Iacono, difeso d’ufficio dall’avvocato Franco Rovetto e contumace, è stato accusato di molestie telefoniche, ingiurie e minacce. Nella denuncia è stato sottolineato che le chiamate furono centinaia nel giro di alcune settimane. Il magistrato ha escusso l’ispettore di polizia, Rosario Sigona, che ha confermato i contenuti delle intercettazioni, ed il titolare della videoteca il quale ha detto di qualche circostanza in cui il telefono lo prendeva lui e dei contenuti espressi dall’interlocutore. La donna, S.G., si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Giovanni Di Pasquale. Il pubblico ministero, Diana Iemmolo, aveva chiesto la condanna a settecento euro di multa. Il giudice lo ha condannato a seicento euro ma soprattutto al risarcimento danni in favore della parte civile pari a duemila euro oltre alle spese processuali per settecento euro.

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