Sanità Quiescenza

Medici con 40 anni di anzianità, se ne occupa l'on. Ammatuna

Risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, da parte dell’Asp

 Palermo - La problematica sulla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, da parte dell’Asp, per i dirigenti medici che hanno maturato i 40 anni di anzianità è definitivamente chiarita. Ne da notizia l’on. Ammatuna che, proprio in queste ore, ha avuto notizia dall’Assessore Regionale alla Salute, Massimo Russo, della firma di una circolare in proposito che risolve la questione.  La vicenda era stata sollevata a suo tempo dall’on. Ammatuna, che aveva sollecitato più volte l’Assessore Russo ad affrontarla e risolverla. Adesso il tutto si è concluso positivamente con l’emanazione di una Circolare esplicativa. Come ben si ricorderà, in seguito a quanto disposto dalla Circolare prot. n. 30062 del 15/09/2010, del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica dell’Assessorato Regionale alla Salute, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa aveva avviato il procedimento di risoluzione del rapporto di lavoro per i dipendenti che hanno maturato il requisito dell’anzianità contributiva massima di 40 anni. Purtuttavia l’Inpdap, con nota operativa n. 56 del 22 dicembre 2010, ha fornito ulteriori elementi in merito all’età pensionabile dei dirigenti medici e del ruolo sanitario, dopo l’entrata in vigore della L. 183/2000 e del D.L. 78/2010, convertito nella L. 122/2010. In particolare la L. 183/2010 ha concesso la possibilità  di restare in servizio, ai dirigenti medici e del ruolo sanitario, fino al quarantesimo anno di servizio effettivo fino all’età massima di 70 anni. La suddetta nota dell’Inpdap specifica, inoltre, che nel servizio effettivo non devono essere conteggiati i periodi valorizzati attraverso il riscatto di laurea, specializzazione, dottorato di ricerca. Esistevano, dunque, delle incongruenze fra il contenuto della Circolare n. 30062 del 15/09/2010 del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica dell’Assessorato Regionale alla Salute e quello della L. 183/2010. Incongruenze che sono state risolte con la recente Circolare dell’Assessore Regionale alla Salute, evitando così la confusione e l’allarme che si erano create fra gli interessati e chiarendo in modo inequivocabile tutti gli aspetti della vicenda.

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