Cultura
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30/04/2011 19:42

La fine degli affanni di Castellano e Di Falco

Scritto a 4 mani, da un napoletano e da un vittoriese

di Redazione

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Luca Castellano
Luca Castellano

Vittoria – Luca Castellano e Andrea Di Falco sono gli autori del libro La FINE degli AFFANNI (Mursia editore), un romanzo di formazione, polifonico, di forte impatto visivo.  I due giovani autori, di 34 e 36 anni, sono un napoletano e un vittoriese, compagni di corso a Torino, al Master Biennale in Tecniche della Narrazione della Scuola Holden di Alessandro Barricco. Castellano e Di Falco hanno in comune la passione per la scrittura, per il cinema e per lo sport.  La loro è un’opera prima che ha incontrato il favore sia della critica sia di numerosi lettori.

Nel corso del XII VideoLab Film Festival 2010, il regista Manuel Giliberti ha curato la  mise en espace del romanzo, con l’interpretazione degli attori Deborah Lentini, Carlo Ferreri, Davide Sbrogiò e Nicoletta Epifani.

La FINE degli AFFANNI è stato presentato dai due autori in tv, su: Rai Tre, nel corso del TG3 Linea Notte, con la conduzione di Maurizio Mannoni; Rai Uno, durante L’appuntamento, Scrittori in Tv, un programma di Gigi Marzullo; Sky Sport 24, nell’edizione condotta da Francesca Lancini e Sandro Sabatini;

Il romanzo è stato presentato anche in radio, su: Rai Radio Tre, nel corso della rubrica Il libro del giorno di Fahrenheit; Rai Radio Uno, durante il programma Tornando a casa, condotto da Enrica Bonaccorti; Rai Radio Internazionale, nel corso della rubrica Libri in onda di Paola Balzarro; Radio Italia Network, durante di Welcome Italia di Romina Bassini; Radio Action, nel corso di A porte Aperte di Filippa Dolce; su Radio Time, durante di Boudoir di Stefania Blandeburgo.

 

 

Il romanzo

Attraverso la cronologia di una partita di pallanuoto, La FINE degli AFFANNI, narra la vita del giovane campione Paolo Maria Imperatore. Attorno a lui, gravitano la moglie Eva, la sua giovane “prima fiamma” Martina, l’amico-allenatore Gabriele, il padre e la madre. La storia corre insieme ai suoi personaggi, in salita, dal mare: dal centro storico di Napoli fino al terrazzo epicureo del Parco Virgiliano, a Posillipo.

Le vicende personali e pubbliche dello sportivo vengono seguite in quattro differenti fasi della sua vita, corrispondenti alle naturali quattro tappe della formazione e dell’educazione sentimentale ed esistenziale di un uomo. E in questo lasso di tempo il protagonista si confronta con entusiasmi e dolori.  Ma si trova anche a reagire alle prove che il destino gli mette davanti. A fare da sfondo alla vicenda, c’è la grande epopea del Napoli di Maradona, simbolo o sintomo di uno sport inteso come alibi, come religione laica.  La narrazione si compone di una struttura circolare, a capitoli, che dissemina le varie angolazioni da cui si può guardare una storia. Il racconto è organizzato in un prologo (riscaldamento) e quattro sezioni (i quattro tempi di una partita di pallanuoto). Ognuno di essi legge la vicenda attraverso il punto di vista di due o più personaggi principali.

«Quello che vediamo da Posillipo è un miracolo. Lo avevano capito anche gli epicurei. Furono loro a dare il nome alla nostra collina che significa “la  fine degli affanni”.»

 

La FINE degli AFFANNI è un romanzo, che, nella sua necessità di raccontare uno scacco esistenziale, come nei sapori e nell’immaginario che lo sostanziano (Napoli, il mare, il mondo dei club sportivi) sembra potersi avvicinare a un capolavoro come Ferito a morte di Raffaele La Capria, anche nella volontà di una sperimentazione formale e sostanziale. Un romanzo che annovera, tra i molti pregi, quello di un dettato sorvegliatissimo, che si configura come uno sguardo clinico, attento alla fisicità dei personaggi. Fisicità che acquisisce risonanze quasi simboliche, nella crasi, perfetta, di un allenamento sportivo e nella crescita interiore che lo caratterizza.

Il lettore viene rapito dal tono colloquiale che governa la narrazione. La lingua, modulata attraverso le molteplici voci che raccontano questa vicenda, si mantiene coerente dall’inizio alla conclusione del romanzo, suggerendo un’impressione  complessiva di compattezza di sicura efficacia. Il ritmo, costruito su ripetizioni di intere frasi o sintagmi, ha un andamento preciso, e si segnala come uno dei molti  aspetti interessanti del libro. Lo sviluppo affabulatorio de La FINE degli AFFANNI sa assumere in sé, in perfetto equilibrio stilistico, anche le forme dialettali, che si connotano come sporcature e conferiscono al testo una verità narrativa ora drammatica, ora ironica, finanche comica, per giungere, a pieno titolo, nell’alveo della tragicommedia familiare. La solidità della struttura, la focalizzazione, quasi ossessiva, sulla pratica sportiva, che caratterizzano il testo, il suo tranche de vie, convincono, soprattutto in virtù della  capacità di raccontare un panorama, quello napoletano, ultranoto, senza mai cadere nel bozzetto. Non cadono nei cliché, gli autori, neanche affacciandosi sull’altro “panorama” di Napoli: la camorra. Che rappresentano, grazie a Ciro, un personaggio emblematico all’interno dell’economia narrativa del testo. Un ragazzo che prova a scappare dalle sigarette di contrabbando, dalla morte, e dal concetto stesso, malsano, di “onore”. L’abilità di analisi, di nominare le cose, in questo modo affrontandole, caratterizza, dunque, l’impianto del romanzo. Senza timori, La FINE degli AFFANNI pone domande ineludibili e affronta, con intensità, la materia bruta dei sentimenti.

Gli autori

 

LUCA CASTELLANO nasce a Vico Equense (Napoli). A Torino gioca a pallanuoto con la Torino ’81. Scrivendo Oldlucast, un progetto di narrazione sulle nuove tecnologie, vince il concorso Next Step 2006. Il progetto (www.oldlucast.com), selezionato poi dal Business Innovation Centre di Città della Scienza di Napoli, diventa una società incubata prima dallo stesso BIC (2009), poi dal CSI di Napoli Est (2010). Nel 2010, Luca riceve da Unicredit e Confindustria il premio Il talento delle idee, con menzione speciale per la qualità dell’idea presentata al concorso.

ANDREA DI FALCO, nasce a Vittoria, nel sud est siciliano, dove vive e lavora come giornalista. È direttore responsabile dell’informazione di Radio Futura Network. Collabora con riviste, periodici e tv. Nel ’97 fonda Laboratorio 451, un’associazione che organizza, da tredici anni, il VideoLab Film Festival, concorso nazionale dei corti del cinema d’arte, di cui è direttore. Ma i corti li ha anche scritti e diretti. Nel 2002, Sotto i portici, un suo racconto, viene pubblicato su A margine, un’antologia letteraria curata da Claudio Fava, edita dalle Mappe di Itaca. Sta ultimando una raccolta di racconti grotteschi, di un’ironia disillusa, sulla figura di Marco Fleres, un personaggio d’invenzione, scrittore engagè.