Giudiziaria Modica

Riccardo Minardo: Io, estraneo a tutte le accuse

La posizione della difesa

Modica - Restano ai domiciliari, eppure Riccardo Minardo e la consorte, la signora Giuseppina Zocco avevano  risposto a tutte le domande che il Giudice per le indagini preliminari aveva posto loro posto nel corso dell'interrogatorio di garanzia.

Un'ora e mezza di colloquio che aveva rivelato la strategia difensiva dei Minardo e del loro legale, l'avvocato Carmelo Scarso. Siamo ad uno dei passaggi fondamentali dell'iter giudiziario che, al momento, vede i Minardo al centro del caso Copai insieme a Rosaria Suizzo, Mario Barone e Piero Maenza. Tutti agli arresti domiciliari con l'accusa di truffa e malversazione ai danni dello Stato.

Minardo e la moglie avevano risposto a tutte le domande del Gip ed hanno fornito una chiave di lettura completamente diversa dei dati documentali.

Hanno dimostrato come i passaggi finanziari tra loro e la signora Rosaria Suizzo, presidente del Copai, non avessero nulla a che vedere con il Consorzio. 

Secondo i Minardo non si avrebbero tracce chiare e univoche riguardo la destinazione degli oltre 5 milioni di euro ottenuti per il restauro e la ristrutturazione di palazzo Pandolfi e di palazzo Lanteri. Edifici che sono al centro dell'indagine condotta dalla Guardia di finanza di Ragusa. 

I soldi versati alla Suizzo non riguarderebbero il consorzio ma transazioni private.

Dubbi esistono circa la sussistenza dei motivi che hanno indotto alla misura restritiva, a ben due anni di distanza dall'eventuale compimento dei reati. 

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I rapporti tra i coniugi Minardo e la signora Suizzo, peraltro, si sarebbero interrotti un anno e mezzo fa.