Attualità
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21/05/2011 16:57

La festa della Polizia nei luoghi di Montalbano

I segni del radicamento culturale

di Giuseppe Savà

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Il Prefetto Cannizzo e il questore Barboso
Il Prefetto Cannizzo e il questore Barboso

Scicli – C’erano i testimoni della cultura siciliana alla festa della polizia celebrata stamattina nella via Mormina Penna a Scicli: la Battaglia di Calatafimi, di Renato Guttuso campeggiava all’ingresso del Municipio, mentre poco distante il pittore Piero Guccione (seconda foto a sinistra) presenziava, in incognito, in segno di amicizia nei confronti del questore Filippo Barboso.

C’era la Tipo del Commissario Montalbano, davanti al palazzo di città, noto per aver ospitato da 13 anni a questa parte la sede del commissariato televisivo, ma c’era anche catarella-camilleri-scrivera-per-me/21277″ >Catarella-Angelo Russo, che per l’occasione ha vestito i panni di poliziotto come nel film. Ad aleggiare la penna di catarella-camilleri-scrivera-per-me/21277″ >Andrea Camilleri, che ha restituito “una Sicilia in cui la mafia e la criminalità non solo non sono protagoniste ma vengono addirittura ridicolizzate”. E’ la chiave di lettura che il questore Barboso ha voluto dare della scelta di ambientare a Scicli la festa, per la prima volta nella storia. “Prossimità”, è una delle parole più ripetute durante il discorso del massimo responsabile della polizia in provincia: essere vicini ai cittadini, alle loro esigenze di sicurezza, con una carica di umanità forte che ispiri e infonda fiducia. E’ il must che la Polizia si è data nel territorio ibleo, rispondendo al bisogno di protezione e tutela che viene dalla gente. “Un filo rosso lega la festa dello scorso anno a Ibla con quella di quest’anno a Scicli: quello di una Sicilia diversa dai clichè, solare, positiva, carica di voglia di fare”, dice il questore. Ordine pubblico è in fondo questo: prevenzione e repressione dei crimini, ma anche e soprattutto rispetto delle regole. E in una giornata dal cielo incerto, che solo alla fine sarà baciata da poche gocce di pioggia, ci sono tutte le autorità istituzionali della Provincia: il prefetto Cannizzo, i procuratori e i presidenti dei Tribunali di Ragusa e Modica, i graduati di tutte le forze dell’ordine, i sindaci e il presidente della Provincia, ma anche e soprattutto tanti bambini, che intonano l’Inno di Mameli.

E sul cielo di Scicli vola un piccolo aereo monoposto con uno striscione in coda: “Festa della Polizia”.

C’è ufficialità, orgoglio, ma anche tanto radicamento culturale in questo 159esimo dalla fondazione della Polizia, con la voglia di dire al territorio che le forze dell’ordine sono parte integrante della società, ne sono espressione, cultura, nel senso etimologico del termine.

Il 159esimo è stata l’occasione per registrare lo stato dell’arte della situazione dell’ordine pubblico in provincia, e il modo per ribadire la vicinanza delle istituzioni ai cittadini. La presenza di tante scolaresche e di bambini con i cappellini colorati ha voluto ribadire il senso di tale “prossimità”, ovvero della vicinanza della Polizia, dell’umanità dei sui agenti, che come il commissario Montalbano, tra forza e debolezze conquistano la simpatia e la fiducia dei cittadini, diventandone punto di riferimento nella società. 

 

 

 

 

 

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