Giudiziaria Modica

Copai Gate, la Suizzo sceglie un nuovo avvocato

E' Enrico Trantino e suo padre Enzo

Modica - E’ rimasta per oltre un’ora a rispondere al Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio. Sara Suizzo, presidente del Copai, il Consorzio per la Promozione dell’Area Iblea, ieri pomeriggio si è presentata davanti al capo della magistratura inquirente modicana assistita dal suo nuovo difensore, l’avvocato Enrico Trantino del Foro di Catania, per essere ascoltata su alcuni aspetti della vicenda. In un primo momento si pensava che fosse stata la donna a chiedere di essere sentita nei fatti la Suizzo è stata riconvocata dal Procuratore.

L’interrogatorio era in programma lo scorso venticinque maggio ma la nomina dei nuovi difensori (l’altro è Enzo Trantino) aveva costretto questi ultimi a chiedere un rinvio per avere modo di “studiare” il fascicolo e studiare la strategia di difesa. In effetti fino a lunedì non era stato ancora deciso se fosse consigliabile per la presente del Copai sottoporsi al nuovo interrogatorio, poi ieri si è acconsentito e così la donna è giunta in Procura a Modica e ha reso le sue dichiarazioni in risposta alle domande del pubblico ministero. Non è dato a sapere su cosa si sia basato questo confronto. L’avvocato Trantino, all’uscita dal Palazzo di Giustizia, ha declinato su ogni risposta considerato che si è ancora nella fase piena delle indagini sul cosiddetto Copai/gate per cui è stato tenuto il massimo riserbo. Non è improbabile che il magistrato abbia voluto chiarimenti in merito alle contraddizioni tra la stessa Suizzo e il parlamentare regionale del MpA, Riccardo Minardo, e rispettivi congiunti circa le due somme per le quali hanno dato versioni diverse e cioè settantamila euro, somme transitate dalla Suizzo a Minardo e poi alla moglie con la quale sarebbe stato acquistato un appartamento per la figlia del parlamentare e 195 mila euro per l’acquisto di Palazzo Lanteri. Nel primo caso, Minardo avrebbe sostenuto che si trattava di una somma prestata alla Suizzo, in difficoltà economiche e poi restituita, mentre la presidente sostenne che si trattava di una cifra che doveva avere per lavori che il marito Mario Barone avrebbe eseguito per conto di Minardo. I quattro, insieme a Pietro Maienza di Santa Croce Camerina, si trovano agli arresti domiciliari da oltre un mese ed esattamente dalla mattina del 26 aprile scorso. A tutti è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla malversazione. Complessivamente sono diciotto le persone indagate compresi i cinque ai domiciliari.