Giudiziaria Agrigento

Operazione Pretty Woman, assolta la modicana Galfo Ansaldi

Dall'accusa di sfruttamento della prostituzione

Agrigento - La modicana Adele Galfo Ansaldi, 47 anni, è stata assolta dal Collegio Penale del Tribunale di Agrigento (presidente Messina, a latere Lupo e Siena), insieme a Michele Cimò, 60 anni, di Agrigento, dall’accusa di sfruttamento delle prostituzione.

I due erano stati coinvolti nell’inchiesta denominata “Pretty woman” che riguardava un presunto giro a “luci rosse” che sarebbe avvenuto eseguita dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Le indagini dei carabinieri sgominarono un giro di squillo all’interno di alcuni appartamenti tugurio di Fontanelle, San Leone e nella zona industriale.

Alla donna, difesa dall’avvocato Ignazio Galfo del Foro di Modica, era stato notificato l’ordine di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora a Modica.

Quando fu interrogata dal Gip, Stefano Zammuto, aveva respinto ogni accusa. La sua posizione, rispetto al resto dell’impianto accusatorio, appariva sin dall’inizio molto marginale, risultando, il suo nome, solo in poche pagine che riportano le intercettazioni. Secondo le indagini, ci sarebbe stata una vera e propria organizzazione che sfruttava giovani cubane, cinesi, colombiane e dominicane. A gestire il ”traffico” di clienti sarebbe stata una donna originaria di Panama, mentre, secondo l’accusa, la Galfo Ansaldi avrebbe mantenuto i contatti con i clienti.

L’indagine era scaturita in seguito alle lamentele degli abitanti dei vicini appartamenti nei quali le donne ricevevano. Nel corso dell’operazione, furono sequestrate anche due abitazioni dove, secondo gli inquirenti, le giovani donne extracomunitarie effettuavano le prestazioni sessuali. I clienti pagavano da un minimo di 70 euro a un massimo di 100 euro.

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