Giudiziaria Scicli

Cani killer, l'avv. di Franco Nifosì: Vogliamo giustizia

Vuole il riconoscimento della sua innocenza

Modica - Il difensore dell’ex comandante della Polizia Municipale di Scicli, l’avvocato Gianluca Gulino, chiede conto e ragione e non si accontenta di una sentenza di improcedibilità per sopravvenuto decesso di Franco Nifosì.

Il legale ragusano ha chiesto una sentenza pienamente assolutoria così come ritengono sia giusto i familiari dell’ufficiale. Gulino ha ribadito come possa essere inaccettabile l’ipotesi di una decisione di non luogo a procedere. leri pomeriggio si è chiusa la fase delle arringhe difensive davanti al Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, per il processo riguardante l’inchiesta sui cosiddetti “cani killer” di Punta Pisciotto, quelli che sbranarono e uccisero il piccolo modicano Giuseppe Brafa, di appena nove anni, il 15 marzo del 2009. Oltre all’avvocato Gulino, hanno preso la parola l’avvocato Francesco Riccotti, difensore dell’unico indagato finito poche ore dopo il triste evento in carcere, ovvero lo sciclitano Virgilio Giglio, oramai libero, e gli avvocati Giovanni Riccotti La Rocca, in difesa del sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, e l’avvocato Fabio Borrometi che difende Antonino Avola, uno dei tre veterinati finiti nel registro degli indagati. Tutti non hanno avuto perplessità a chiedere piena assoluzione per i loro assistiti. Il Gup ha rinviato il processo al prossimo 23 settembre quando darà voce alle replica delle parti civili. Nel’udienza precedente avevano parlato Luigi Piccione, difensore del difensore comunale Salvatore Calvo, Saro Avveduto, che difende l’altro “comunale, Giuseppe Pisana, Enrico Platania e Luca Ferrara, che patrocinano gli altri duei veterinari dell’Asp Ragusa, Roberto Turlà e Saverio Agosta. Oltre alla morte di Giuseppe Brafa, ci fu l’aggressione alla turista tedesca Marija Stefanie Mikulcic. Nella sua requisitoria il pubblico ministero, Francesco Puleio, aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Nel processo sono chiamati quali responsabili civili, l’ Asp Ragusa col professore Pennisi, e il Comune di Scicli, con l’avvocato Giorgio Assenza, gli avvocati Salvo Maltese, Enrico Trantino e Ivan Albo, per i familiari del bambino(genitori, nonno e zio), Paola Bruna Finotti attraverso l’avvocata Gabriella Olivieri, Giorgio Pluchino, tramite l’avvocato Enzo Cavallo, e la tedesca Marija Stefanie Mikulcic con gli avvocati Gaetana Maria Messina e Mario Brancato.