Giudiziaria Pozzallo

Pozzallo, Giovanni Minardo: Nessuna tangente


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Il legale ha contestato il divieto imposto all’indagato di colloquiare con il proprio difensore

Pozzallo - Interrogatorio di garanzia ieri per Giovanni Minardo, i65 anni, capo di gabinetto del sindaco di Pozzallo, arrestato dalla Guardia di Finanza di Pozzallo insiemecon le unità della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Modica. Il Gip, Patricia Di Marco, lo ha sentito nel carcere di Modica Alta alla presenza del pubblico ministero, Francesco Puleio, e del difensore di fiducia, Enzo Galazzo. 

Il legale ha in primis contestato il divieto imposto all’indagato di colloquiare con il proprio difensore.

Il Procuratore ha sollecitato il Gip acchè Minardo e il suo avvocato si potessero incontrare prima dell’interrogatorio e così il magistrato ha sospeso il procedimento consentendo ad accusato e difensore di potere interloquire. L’interrogatorio è stato lungo e puntiglioso. Minardo ha risposto a tutte le domande, contestando decisamente di avere percepito somme per offrire vantaggi a persone nella sua qualità di pubblico ufficiale. L’uomo ha spiegato le circostanze, si è difeso circa le contestazioni che gli sono state mosse riconducibili al reato di concussione, le ha respinte fornendo ogni chiarimento chiesto. Al termine sia l’indagato che il difensore si sono detti soddisfatti dell’esito dell’esame in carcere. Il piemme ha chiesto la convalida dell’arresto e la conferma della custodia cautelare in carcere. Il Gip si è riservato di decidere entro termini che sono previsti. Dopo diversi giorni di indagini e investigazioni, l’attività di polizia ha avuto il suo epilogo durante l’intera giornata di domenica, quando i finanzieri hanno colto in flagranza di reato il Minardo mentre intascava una presunta tangente. L’uomo, infatti, a parere del Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, che ha coordinato l’intera attività investigativa, e degli operatori, avrebbe indotto, abusando della sua qualità di funzionario pubblico, un imprenditore di Pozzallo a consegnargli indebitamente del denaro. Dopo diversi sopralluoghi e appostamenti posti in essere dai finanzieri, Giovanni Minardo è stato fermato qualche istante dopo aver percepito la busta contenente il denaro, all’uscita del Bed&Breakfat gestito dalla vittima. In particolare la somma, posta successivamente sotto sequestro dagli inquirenti, sarebbe servita affinchè al gestore della struttura recettiva di Pozzallo, fosse nuovamente affidato l’incarico per alloggiare i minori extracomunitari non accompagnati. Tale affidamento evidentemente era “vincolato” al pagamento di una tangente. Dopo l’esecuzione dell’arresto gli investigatori hanno immediatamente perquisito l’abitazione dell’indagato, la sua autovettura nonché il suo ufficio all’interno del Comune di Pozzallo, per reperire ulteriori fonti di prova pertinenti al reato contestato. E’ stata prelevata e sequestrata copiosa documentazione utile al proseguimento delle indagini. L’avvocato Galazzo ha chiesto un provvedimento meno afflittivo puntando sul fatto che Minardo è incensurato e che il reato di concussione non obbliga all’arresto che è, invece, facoltativo, ma anche sui riscontri forniti da Giovanni Minardo durante l’interrogatorio

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