Giudiziaria Vittoria

Ragazzina contesa, civetta su facebook, scatena cavalleria rusticana


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Con tanto di spedizione punitiva

Vittoria - L a sera del 5 gennaio 2011, due giovani vittoriesi, entrambi diciottenni, si recarono al Commissariato per denunciare un’aggressione perpetrata poco prima ai loro danni da parte di 5 soggetti.

In quella circostanza, le indagini, esperite dagli operatori del Commissariato, permisero di appurare che uno dei due aggrediti era stato invitato ad un incontro chiarificatore da parte di un sedicenne. Uno dei due diciottenni, infatti, pochi giorni prima, aveva cominciato a chattare con una ragazza di Vittoria; quest’ultima, tuttavia, era diventata particolarmente insistente e voleva a tutti i costi incontrare l’interlocutore minacciandolo che se avesse evitato l’incontro avrebbe informato il suo ragazzo del fatto che era lei ad essere importunata. Nonostante le varie insistenze, il diciottenne non volle incontrare la ragazza e quest’ultima raccontò la sua versione al suo compagno di 16 anni. Il diciottenne andò all’appuntamento in compagnia di un suo amico, ma quando entrambi si trovarono nel luogo concordato, in una zona semi centrale della città, furono aggrediti da 5 ragazzi con calci, pugni e colpi di casco da ciclomotore. Le due vittime si fecero medicare al pronto soccorso di Vittoria dove furono giudicati guaribili in una decina di giorni. Le risultanze investigative che, in breve tempo, portarono alla identificazione dei soggetti, riconosciuti senza ombra di dubbio dalle vittime, indussero il magistrato della Procura per i Minorenni di Catania a richiedere una misura cautelare nei confronti dei 5 aggressori e, in effetti, il 7 luglio scorso, il G.I.P. di quel Tribunale ha emesso la misura cautelare della permanenza in casa a carico dei cinque che, nel frattempo, hanno compiuto i 17 anni. Le ordinanze sono state notificate nei giorni scorsi da personale del Commissariato di Vittoria e, pertanto, gli indagati dovranno permanere in casa giorno e notte ed ogni eventuale uscita dall’abitazione dovrà essere autorizzata dal Tribunale per i Minorenni, pena un aggravamento della misura cautelare che potrebbe consistere nell’accompagnamento in un istituto per minori.

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