Giudiziaria Modica

Copai Gate, Sara Suizzo interdetta dalla gestione della Archè Kronu

E' ai domiciliari dal 26 aprile

Modica -  Il Gip del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, ha dichiarato l’interdizione di Sara Suizzo dal ruolo di amministratore dell’ Archè Kronu, la società a responsabilità limitata che ha sede a Modica, impelagata nel cosiddetto “Copai/Gate”, ovvero lo scandalo del Consorzio per la Promozione dell’Area Iblea, e che dallo scorso 26 aprile vede agli arresti domiciliari cinque persone, il parlamentare regionale Riccardo Minardo, la moglie Pinuccia Zocco, la stessa Suizzo, il marito Mario Barone e l’imprenditore Pietro Maienza.

Lo stesso Gip non ha, comunque, ritenuto accogliere la richiesta del piemme di interdire l’imprenditrice dal suo ruolo nel Copai. Riguardo l’Archè Kronu, è stata interdetta anche l’attività della società anche perché allo stato è sotto sequestro. Il difensore della Suizzo, l’avvocato Enrico Trantino del Foro di Catania, si era fortemente opposto alla proposta dell’accusa che chiedeva la nomina di un custode giudiziale. L’Archè Kronu srl è stata ritenuta dalla Guardia di Finanza e dal Procuratore della Repubblica, Francesco Puleio, una società satellite del Copai, attraverso la quale, improvvisamente, furono avviati dei movimenti di bilancio dopo un lungo periodo di “letargo” e attraverso la quale fu acquistato Palazzo Lanteri a Modica che poi dove essere dato in locazione proprio al Copai. In questi giorni, intanto, dovrebbe essere fissata la data dell’udienza davanti alla Corte di Cassazione per i cinque, dopo che il Gip ha ancora rigettato l’istanza di remissione in libertà. Alla Corte Suprema si erano rivolti di difensori dei Minardo, Giovanni Grasso, Carmelo Scarso e Raffaele Pediliggieri, e dei Barone, dopo che il 14 maggio scorso il Riesame di Catania aveva rigettato le istanze di revisione dei provvedimenti restrittivi. Il 17 giugno, poi, c’era stata l’udienza in Appello dalla quale ancora si sconoscono gli esiti, così come si sconoscono i motivi per cui i cinque sono ancora detenuti nonostante sia già stato fissato il giudizio immediato per il prossimo 21 settembre.

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