Giudiziaria Modica

Quinto no, Riccardo Minardo resta ai domiciliari

I giudici del Tribunale del Riesame di Catania in sessione d’Appello, hanno fatto attendere per la decisione un mese esatto da quando c’è stata udienza.

Modica - Quinta decisione negativa per il parlamentare regionale Riccardo Minardo e per la moglie, Pinuccia Zocco. Niente libertà.

Gli avvocati Giovanni Grasso, Carmelo Scarso e Raffaele Pediliggieri, si erano appellati lo scorso 23 giugno al rigetto dell’istanza di scarcerazione del16 giugno ancora dal Gip del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco,ed avevano inoltrato ricorso a Catania affinchè fosse rivista la vicenda dei due coniugi modicani, che dallo scorso 26 aprile si trovano alla restrizione domiciliare a seguito dell’ordine di custodia cautelare notificato due giorni dopo la domenica di Pasqua dalla Guardia di Finanza per la vicenda Copai.

I giudici del Tribunale del Riesame di Catania in sessione d’Appello, hanno fatto attendere per la decisione un mese esatto da quando c’è stata udienza.

A questo punto è evidente che tutti e cinque gli imputati arriveranno all’udienza fissata con giudizio diretto per il prossimo 21 settembre, in stato di detenzione anche perchè i difensori hanno deciso di rinunciare al ricorso alla Corte di Cassazione. Il Tribunale del Riesame di Catania, lo scorso 13 maggio, aveva detto no alla remissione in libertà per Minardo e Zocco e qualche giorno dopo anche per gli altri tre indagati, Sara Suizzo e il marito Mario Barone e per l’imprenditore di Santa Croce Camerina, Pietro Maienza.

Per la presidente del Copai, Suizzo, patrocinata dall’avvocato Enrico Trantino, è stata dichiarata l’interdizione dal ruolo di massimo esponente di un’altra società che risulta tra quelle sottoposte ad indagine in questa vicenda, ovvero l’Archè Kronu srl, quella che, in buona sostanza, avrebbe acquistato Palazzo Lanteri a Modica per poi affittarlo al Copai. In giugno il Gip di Modica aveva autorizzato il ricongiungimento delle due coppie indagate che fino ad allora erano stati ristretti in quattro diverse abitazioni.


Lo scorso 16 giugno, inoltre, Riccardo Minardo, esponente dell’ Mpa, era stato ufficialmente sospeso dall’incarico di deputato regionale con decorrenza già dal 26 aprile scorso, cioè dal giorno del suo arresto. Al suo posto è subentrato il sindaco di Pozzallo, Giuseppe Sulsenti, che risulta, comunque, supplente, ciò significa che Minardo potrebbe rientrare all’Ars qualora venisse rimesso in libertà e potrebbe svolgere la sua attività politica fino a giudizio definitivo.


Lo scorso nove giugno la quinta sezione penale del Tribunale di Catania, che aveva bocciato il 13 maggio scorso il ricorso presentato dai legali dell’onorevole Riccardo Minardo, aveva addirittura rafforzato le accuse del Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, sostenendo che Minardo, sarebbe stato a capo di un programma associativo che prevedeva la commissione di una variegata gamma di reati, tutti finalizzati a realizzare il prioritario obiettivo dell’associazione e cioè la distrazione di flussi finanziari cospicui, destinati ad una determinata finalità pubblica e utilizzati per scopi diversi.

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