Giudiziaria Scicli

8 mesi per il tunisino che si è spogliato a Donnalucata

"Volevo essere perquisito subito"

Scicli - “Mi sono denudato perchè volevo affrettare la perquisizione”. Così si è giustificato il trentunenne Mbarek Majed, da anni residente a Scicli, arrestato dai carabinieri nei giorni scorsi a Donnalucata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e atti osceni in luogo pubblico.


L’uomo ieri pomeriggio è stato processato per direttissima dal giudice monocratico del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, e condannato. Ha motivato il suo gesto col fatto che i carabinieri lo sottoporrebbero spesso, per i suoi precedenti, a controlli. “Visto che mi perquisiscono sempre – ha detto al magistrato – ho pensato di accelerare i tempi togliendomi tutto, compresa la biancheria intima”.

Una tesi che non ha convinto il Gut che ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Diana Iemmolo, convalidando l’arresto e disponendo il mantenimento della custodia cautelare in carcere poiché recidivo. Il difensore, l’avvocato Alessandro Agnello, a questo punto, ha chiesto e ottenuto il rito del patteggiamento cosicchè Mbarek Majed è stato condannato a otto mesi di reclusione e riportato nel carcere di Modica Alta.

L’extracomunitario era stato fermato per un controllo nella centralissima Via Pirandello mentre transitava a bordo di una Fiat Punto in compagnia di una donna. Il tunisino è noto alle forze dell’ordine per l’assalto di alcuni anni fa alla caserma dei carabinieri di via Tagliamento.

Durante gli accertamenti aveva inveito contro i tutori della legge poi aveva preso a spogliarsi. Rimasto nudo in pieno centro fra gli sguardi costernati e sdegnati di tante persone, era stato bloccato e arrestato.

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