Sanità Scicli

L'ospedale Busacca? Chiuso per ferie. Marcia indietro dell'Asp

Lo sfogo dell'on. Ragusa

Scicli - “Chiuso per ferie. Non mi meraviglierei se nelle prossime settimane davanti all’ospedale Busacca di Scicli qualcuno trovasse all’ingresso questo cartello”. Così comunica ironicamente l’on. Orazio Ragusa che, adesso, è molto preoccupato per come si sta gestendo la delicata vicenda dell’Ospedale di Scicli.

“Infermieri spostati temporaneamente (così si dice) in altri ospedali, accorpamenti di reparti, lento e costante depotenziamento dei servizi, compreso quello offerto dal reparto analisi, sottoutilizzo di attrezzature come la Tac; sono solo alcuni dei segni di quella che qualcuno ha definito lenta dismissione”.

“Non sono più disposto ad accettare questa situazione” – aggiunge Orazio Ragusa.

“Se nelle prossime settimane, dal manager Ettore Gilotta, non dovessero arrivare segnali forti, nella direzione di una radicale inversione di tendenza, mio malgrado, sarò costretto a chiedere al Presidente Lombardo di intervenire sulla questione, prendendo anche in considerazione scelte radicali come quelle di un cambio dello stesso manager”.

“Ritengo opportuno – conclude Orazio Ragusa – prima di continuare nell’opera di depotenziamento dei servizi di questo ospedale, operare tagli sulle retribuzioni dei manager della sanità e, anche, più in generale sui costi della politica”.

“Su questi temi sono pronto a votare, in aula, proposte che vanno in questa direzione”.

L’on. Ammatuna sul tentativo sistematico di smantellamento del Busacca: “E’ il momento di dire basta, non si possono accorpare i servizi di chirurgia e medicina del nosocomio sciclitano”.

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“Continua imperterrito il tentativo sistematico di smantellamento del Busacca di Scicli da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Dopo la sospensione per il mese di agosto del servizio di cardiologia, che fa seguito al funzionamento ad orari ridotti del laboratorio analisi ed a quello a ranghi ridotti della radiologia, adesso si prova ad accorpare i servizi di chirurgia e medicina del nosocomio sciclitano. L’iniziativa parte dal coordinatore sanitario ospedaliero 2 che, in una nota inviata ai primari, stabilisce che a partire dal 10 e per tutto il mese di agosto dovranno essere accorpati i reparti di medicina e chirurgia del Busacca. Stamane, comunque, era prevista una riunione organizzativa ma è stato tutto rinviato a domani su iniziativa del Direttore Generale. Appare chiaro che non c’è identità di vedute nei vertici dell’Asp, pare addirittura che vi siano contrasti fra loro e nel frattempo le conseguenze di questo caos rischiano di pagarle i cittadini. I motivi del tentato accorpamento sono legati all’impossibilità di garantire la turnazione del personale sanitario in entrambi i reparti causata dalla cronica carenza dello stesso. Siamo stati facili profeti nel predire che il continuo trasferimento di infermieri dall’ospedale di Scicli ad altri presidi sanitari, a lungo andare avrebbe portato gravi carenze nei servizi sanitari offerti dal Busacca. Ancora una volta, operando scelte fuori da ogni logica, invece di potenziare i servizi nel pieno della stagione estiva, si comprimono. Nutro forti dubbi, tra l’altro, sull’efficacia dell’accorpamento dei servizi di medicina con quelli di chirurgia, sia dal punto di vista della tutela dei diritti dei cittadini che da quello della salvaguardia degli operatori sanitari. Ripeto ancora una volta: è il momento di dire basta a questo tentativo di far morire per consunzione l’ospedale di Scicli. Si abbia il coraggio delle proprie scelte e se si vuole chiudere il Busacca lo si faccia celermente, assumendosi le responsabilità consequenziali. Non è certamente amputandone giornalmente i servizi il modo migliore per raggiungere l’obiettivo prefissato. Non lo è per i cittadini che, da un giorno all’altro, non sanno di quali servizi possono fruire al Busacca. Non lo è nemmeno per gli operatori costretti, in una situazione di incertezza, a fare salti mortali per assicurare i livelli essenziali di assistenza agli utenti. Invito, pertanto, il Direttore Generale dell’Asp a ristabilire l’ordine fra i suoi collaboratori e a revocare il provvedimento del coordinatore sanitario ospedaliero 2 lasciando invariata la situazione attuale”.

 

Revocato dal Direttore Generale dell’Asp il provvedimento di accorpamento dei servizi di chirurgia e medicina del Busacca. L’on. Ammatuna: “Rilevo con piacere che è stato accolto il mio invito a ristabilire l’ordine fra i suoi collaboratori e a lasciare invariata la situazione attuale”.

 

“Prendo atto con soddisfazione che il Direttore Generale dell’Asp ha revocato il provvedimento, emanato dal coordinatore sanitario ospedaliero 2, che stabiliva con decorso dal 10 e per tutto il mese di agosto l’accorpamento dei reparti di medicina e chirurgia del Busacca. Rilevo con piacere che ha accolto il mio invito a ristabilire l’ordine fra i suoi collaboratori e a revocare il provvedimento, lasciando invariata la situazione attuale. Si tratta di un primo passo positivo, ma rimangono ancora intatte tante criticità sulla sanità iblea. Per questo motivo continuerò a monitorare l’evolversi della vicenda, in attesa della riunione dei vertici dell’Asp prevista per domani. La strada da percorrere non può essere quella dei tagli nei servizi sanitari, ma per garantire livelli essenziali di assistenza degni di questo nome occorre intervenire per potenziare l’offerta sanitaria dove risulta essere carente”.

Parla di nuovo l'on. Ragusa

L’on. Orazio Ragusa incontrerà, domani mattina, il manager della sanità iblea Ettore Gilotta.

“Dopo la  mia dura presa di posizione di questa mattina, ho avuto notizia che la direzione dell’Asp ha già operato alcuni interventi finalizzati a limitare i disagi al Busacca di Sicli”.

Così comunica Orazio Ragusa che, in questo modo, è ottimista sull’incontro con Gilotta.

“E’ con soddisfazione che ho appreso la notizia della revoca del provvedimento di accorpamento dei servizi di chirurgia e medicina del Busacca”.

“Spero adesso – conclude Orazio Ragusa – che il buon senso possa prevalere, tenendo conto del ruolo strategico dei piccoli ospedali della Provincia”.