Sanità Ragusa

Ettore Costa: Sanità, e malasanità, a Ragusa. Toppe dimenticanze

Interviene l'ex direttore generale dell'azienda ospedaliera "Civile-Ompa"

Ragusa - “Leggo oggi una serie di dichiarazioni sulla Sanità ragusana. E non posso esimermi dall’intervenire”.

E’ il dott. Ettore Costa, già direttore generale dell’azienda ospedaliera del capoluogo, la stessa che raggruppava il Civile e il Maria Paternò Arezzo, a parlare.

“Non si può nascondere la verità – chiarisce Costa – e tutti dimenticano cosa fosse la Sanità negli ospedali di Ragusa quando arrivò il sottoscritto nel mese di ottobre 1997. Nella sala operatoria del Civile c’erano perfino i topi, i ragni sotto i lettini come mi fece vedere un primario di allora.

E, ancora, stanze fatiscenti e pazienti di intere camerate costretti ad espletare i bisogni fisiologici in un solo bagno. A quel tempo fui attaccato perché avevo trasformato gli ospedali in cantiere. Ora, però, mi sembra che gli utenti stiano godendo di questa situazione.

Così come i primari che ho portato io erano e sono tutti di assoluto valore, così non mi pare per gli altri arrivati dopo di cui la cronaca ha parlato abbondantemente in questi mesi. Per non dire dell’Emodinamica, un’altra mia creatura”. Il dottore Costa, inoltre, precisa i termini dell’iter che portò alla presentazione del progetto cantierabile sul nuovo ospedale di contrada Cisternazzi. “Il Ctar di allora, organismo tecnico che non c’è più – aggiunge l’ex manager dell’azienda ospedaliera – bocciò il progetto. Io mi armai di pazienza anche perché dopo il collegio arbitrale fu stabilito di risarcire il progettista con tre miliardi e mezzo di lire.


Fu il sottoscritto a raggiungere una intesa proprio con il progettista e a far sì che lo stesso, nonostante il contenzioso, potesse produrre un elaborato progettuale, esecutivo e cantierabile, che fu presentato a Palermo. E che, in seguito, fu finanziato.


Oggi tutti accampano meriti sulla Sanità della città di Ragusa. Non dicono, però, di aver raccolto delle eredità. Questa è la storia reale, facilmente verificabile. Tutto il resto, non sono altro che parole dette in libertà per motivi su cui non metto bocca ma che ritengo siano facilmente identificabili”.