Giudiziaria Modica

Assenteismo, interrogate le presunte complici di Francesco Roccaro

Entrambe hanno accettato di rispondere alle domande del magistrato, rigettando le accuse

Modica - Interrogatori di garanzia ieri mattina per le due dipendenti dell’Unità Operativa di Medicina Preventiva e Sportiva, arrestate dalla polizia la scorsa settimana per truffa aggravata e peculato ai danni dell’Asp Ragusa. insieme al dirigente di settore, Francesco Roccaro, a sua volta escusso lunedì mattina.

Davanti al Gip, Sandra Levanti, sono comparse, nell’aula delle udienze della Procura, Elena Scivoletto, 49 anni, difesa dagli avvocati Iwan Pediliglieri e Salvatore Citrella, e Concetta Baglieri, 47 anni, difesa dall’avvocato Alfonso Cannata, entrambe appartenenti allo stesso settore di Roccaro, che sono agli arresti domiciliari. Prima è toccato alla Baglieri, successivamente alla collega.

Entrambe hanno accettato di rispondere alle domande del magistrato, rigettando le accuse e fornendo delle spiegazioni circa le imputazioni che sono loro contestate. Finiti gli interrogatori le due dipendenti dell’Asp sono tornate nelle rispettive abitazioni mentre i difensori hanno avanzato richiesta di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.

La Scivoletto è un’assistente amministrativa a tempo determinato(operatrice Asu), la Baglieri è dipendente a tempo indeterminato. Elena Scivoletto, nella fattispecie, secondo quanto accertato dalla polizia, avrebbe svolto l’attività di intra-moenia unitamente al Roccaro in orari di normale servizio e, a volte, anche dopo la cessazione del regolare servizio, con mansioni diverse da quelle possedute, esercitando, pur non avendone alcun titolo, l’incarico di infermiera, così da svolgere abusivamente una delicatissima attività professionale, sprovvista del titolo professionale, con prevedibili danni alla salute di coloro che si sottoponevano alla visita (i soggetti sentiti hanno riferito che l’indagata apponeva autonomamente e senza alcun controllo le apparecchiature elettriche per la rilevazione dei battiti cardiaci, sia a riposo che sottési sforzo, per poi consegnare le risultanze dell’elettrocardiogramma al Roccaro, che, a volte, vedeva il paziente solo al momento del pagamento).

Avrebbero timbrato il badge del medico in entrata e in uscita anche quando questi non era presente. Entrambe risultano soggetti molto stimati e ritenute da diversi colleghi delle grandi lavoratrici.