Giudiziaria Modica

Accuse ai Drago e a Torchi, Bruno Arrabito ritratta. Troppe cose strane

E sulle pseudo registrazioni fa retromarcia

Modica - L’accusatore torna sui propri passi. Bruno Arrabito ritratta le accuse contro Peppe e Carmelo Drago e Piero Torchi, rappresentate giovedì dal piemme, Francesco Puleio, davanti al Gup, Patricia Di Marco, nel processo “Modica bene”. Nuovo colpo di scena, dunque, con la marcia indietro sulle dichiarazioni spontanee rese e per le quali ci sarebbero registrazioni audio di colloqui intercorsi, tra il 2005 e il 2007, tra i vari imputati del processo, incentrati su presunte tangenti che sarebbero state pagate da imprenditori, effettuate da Arrabito all’insaputa degli altri coimputati, dalle quali si sarebbe dedotto di somme non meglio precisate tra l’imprenditore Giuseppe Zaccaria e l’ex deputato Udc, entrambi coimputati, attraverso la Banca Nazionale del Lavoro. L’avvocato Carmelo Ruta, che difende Arrabito, risponde con un secco “no comment”. “E’ certo – dice l’avvocato Mario Caruso, difensore dei fratelli Drago – che l’Arrabito è stato portato in Procura dopo pochi giorni dal suo arresto e non certo per dargli il benvenuto. Appare strano che il P.M., nel corso del secondo interrogatorio non abbia abbia richiesto all’Arrabito alcunché sul contenuto delle dichiarazioni spontanee rese giorni prima, nell’immediatezza di un arresto in sé traumatico ed in circostanze quindi che certamente non hanno contribuito alla genuinità di tali dichiarazioni spontanee. Ritengo che ci sia qualcosa che non quadra”. I principali imputati, tra i 19 in lista, com’è noto, avevano scelto il giudizio abbreviato per chiudere prima possibile la loro posizione. “Avevano scelto questa linea – aggiunge Caruso – perchè eravamo, e restiamo, ottimisti sull’esito del processo e per l’esigenza di restiutire al più presto l’onorabilità agli imputati. Il nostro timore è che da questi nuovi fatti, si possa continuare a tenerli sulla graticola forse ancora per anni. Questo timore m’induce a rivedere la mia linea di riservatezza e ad esternare le numerose stranezze che rinvengo nel processo. Nel fascicolo ufficiale d’inchiesta sono stati inseriti gli atti che portano sino alla soglia del dubbio mentre gli atti ed i documenti che sciolgono ogni dubbio a favore degli imputati sono stati tenuti fuori. Parlo dei famosi 66 verbali di sommarie informazioni dei quali ho ottenuto l’inserimento nel fascicolo del P.M., nonché alle migliaia di pagine di documenti bancari giacenti presso la Finanza e mai messi a disposizione della difesa e del Gup. Sulle intercettazione ambientali risultate inintellegibili, e che provano l’innocenza dei miei assistiti, ribadiamo che gli inquirenti sapevano da subito che i Dvd non funzionavano. Perchè non li hanno recuperati o tentato di recuperarli? Perchè hanno taciuto, depositando i supporti registrati, come se nulla fosse”? Sulle dichiarazioni di Arrabito, Caruso aggiunge: “Sui dati forniti, che dobbiamo esaminare, non abbiamo individuato passaggio in cui si asserisca la rimessa di 50 mila euro mensili a Drago né alcunché che riguardi il fratello Carmelo. A una prima lettura appare che, in larga parte, l’Arrabito parli per sentito dire ed è comunque sconfessato dagli elementi oggettivi di prova già evidenziati nel corso del processo”. Reagisce anche l’ex sindaco Torchi. “ Non ho mai attaccato la magistratura, né mai avuto atteggiamenti scomposti. Ho solo chiesto, come dovrebbe accadere in ogni Paese civile, di essere giudicato in tempi ragionevoli e per questo ho rinunciato, volontariamente, alle tutele di un processo ordinario che, visti i tempi del processo, la data cui risalgono i fatti, ed i tre gradi di giudizio, ci avrebbe accompagnato verso una comoda prescrizione; per questo ho scelto il rito abbreviato, accettando le eventuali prove raccolte dall’accusa e rinunciando, sempre volontariamente e convintamente a portarne altre a discolpa, pur di dimostrare in tempi ragionevoli la mia innocenza”.