Scuola Ragusa

La classe pollaio di Modica manifesta in Prefettura

Una delegazione accolta dal Prefetto

Ragusa - Un sit-in ordinato e composto da circa un centinaio di studenti. Una protesta simbolica dinanzi Palazzo del Governo.

Ieri mattina gli studenti del Liceo Scientifico di Modica “Galileo Galilei” hanno voluto far sentire la propria voce e, convinti della validità della loro protesta, dopo una settimana di impegni tra scioperi, flash mob, assemblee e dibattiti, ieri mattina hanno preso posto davanti alla Prefettura in attesa che una delegazione designata incontrasse il Prefetto Giovanna Cagliostro.
 

La delegazione, composta da studenti e genitori, è stata ricevuta intorno alle 11 e grazie all’intervento del Prefetto è stato presente anche il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Dott.ssa Maria Luisa Altomonte, che ha ascoltato le istanze degli studenti.


Sono state evidenziate le difficoltà logistiche e scolastiche che stanno vivendo gli studenti del liceo scientifico di Modica a seguito della soppressione di due classi dell’indirizzo ordinario. In un primo momento erano state accorpate delle classi di indirizzo ordinario, creando, forse provocatoriamente le cosiddette “classi pollaio”.

Si è dato il via alla protesta per ottenere il ripristino delle classi soppresse, un risultato non possibile, secondo quanto comunicato agli studenti dal dirigente scolastico, Sergio Carrubba, che aveva individuato successivamente nuove soluzioni in linea con le direttive ministeriali che prevedono la presenza di 27 alunni per classe. Il dirigente scolastico infatti per far rientrare l’emergenza e seguire le direttive ministeriali ha disposto l’eliminazione di due classi, una III e una IV, dello sperimentale per creare due classi di indirizzo ordinario composte da 26-27 alunni.

Il preside ha invitato i ragazzi a rientrare lunedì nelle aule per svolgere le normali lezioni dando la possibilità agli studenti di decidere come “spalmarsi” nelle classi. Si tratta di una soluzione che è in linea con le direttive ministeriali ma che contrasta con la possibilità di capienza delle aule dell’istituto che possono ospitare al massimo 23 persone (22 alunni più un professore).  Rimarrebbe dunque il problema della sicurezza. Il malcontento è generale ed i ragazzi protestano.

Ieri studenti e genitori uniti, con il sostegno dei professori hanno innalzato cori e manifestato i propri disagi. Poi l’incontro della delegazione in Prefettura, e l’inizio del dialogo per cercare soluzioni al problema di sicurezza e igiene. Cagliostro e Altomonte hanno assicurato che svolgeranno le opportune verifiche e verranno date risposte.

Subito dopo si sono aperti altri tavoli di confronto con i sindacati e le istituzioni locali per capire come far fronte alla questione. I professori hanno deciso di dare sostegno alla lotta degli studenti.

"La lotta deve continuare – dice il prof. Antonino Cerruto, Vice Preside dell’istituto – sarebbe bene per i ragazzi frequentare le lezioni la mattina e protestare nel pomeriggio. Noi professori abbiamo il dovere di entrare nelle aule e fare lezione ma abbiamo individuato una delegazione che si farà portavoce dei disagi e della protesta ai diversi livelli istituzionali e che nei prossimi giorni si recherà a Palermo. Il problema è grave, è di tutti gli studenti e potrebbe ripresentarsi negli anni futuri. Il grosso paradosso in cui ci ritroviamo coinvolti è che per far valere un diritto costituzionalmente riconosciuto, ovvero quello allo studio, bisogna protestare e ricorrere alle vie legali ".

Sostegno e solidarietà per gli studenti da parte del Sindaco di Modica Antonello Buscema.
 

"Le  proteste  di  questi  giorni,  in  forme  peraltro  molto  civili,  esprimono  un  disagio  che  esige  risposte  pronte  e  adeguate  e  percorsi  condivisi, appoggiati  in  modo  coerente  e  trasversale  da  tutti. – ha detto Buscema - Peraltro,  molteplici  sono  stati  nel  tempo  i provvedimenti  che  hanno  man  mano  arrecato  danno  alla  scuola  pubblica,  che  invece  necessita  di  investimenti  e  di  risorse,  per il bene dei nostri  figli e del futuro del nostro Paese".

La Sicilia