Scuola Ragusa

Modica, classe pollaio, parlano gli studenti

Mathieu Renard e Riccardo Cicciarella, rappresentanti d’Istituto “Galilei”

Ragusa - "Ci hanno assicurato che rivaluteranno la situazione, che non erano a conoscenza del problema della sicurezza e che le aule non potessero contenere tale numero di studenti. Prenderanno in esame la situazione, svolgeranno le opportune verifiche e sopralluoghi. Verranno cercate delle soluzioni e ci hanno assicurato che ci daranno risposte nei prossimi giorni". 

Questo quanto hanno dichiarato coralmente i genitori e gli alunni che sono stati ricevuti ieri dal Prefetto Giovanna Cagliostro e dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Maria Luisa Altomonte. Tra loro Mathieu Renard e Riccardo Cicciarella, rappresentanti d’Istituto “Galilei”, e Anna Lorefice in rappresentanza dei genitori.
 

"Probabilmente lunedì torneremo tra i banchi di scuola per non perdere il diritto allo studio e rimarremo in attesa di cambiamenti ma continueremo a lottare perché vengano garantiti i nostri diritti". Hanno detto gli studenti dopo il breve colloquio durato circa trenta minuti.
 

"Abbiamo da subito cercato di far capire il problema che non riguarda tanto lo smembramento o accorpamento delle classi ma il sovraffollamento che è un  serio pericolo – ha detto Mathieu Renard rappresentante d’Istituto - I provvedimenti presi fin ora e quelli che ci si prospettano vanno contro le norme di igiene e sicurezza poiché la legge prevede la necessità di almeno 1,96 m2 di superficie netta per ciascun allievo. Tutte le classi che si verranno a formare dopo l’eliminazione delle due classi soppresse saranno più o meno sovraffollate con 26, 27 alunni mentre le aule del nostro istituto possono contenere al massimo 23 persone".
 

I ragazzi, sostenuti dai genitori e docenti dell’istituto  vogliono tenere alta l’attenzione sulla problematica e sono disposti a continuare a protestare se non verranno garantiti i loro diritti.
 

"A seguito del colloquio avevamo chiesto ad un funzionario di poter presentare la documentazione necessaria per dare modo al dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale di avere una visione più chiara della problematica. Tra questi documenti era inserito anche il piano sicurezza della scuola che dimostra che i nostri figli non sono nelle condizioni di poter fare lezioni in sicurezza – dice Anna Lorefice, mamma di uno degli studenti dello Scientifico – Questa possibilità ci è stata negata e ci hanno detto che dobbiamo procedere per vie istituzionali. Purtroppo nella nostra lotta dobbiamo anche fare i conti con la burocrazia ma se necessario andremo fino a Palermo o a Roma per far valere i diritti dei nostri figli".

La Sicilia

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