Giudiziaria Pozzallo

Pozzallo, usura, chiesto il rinvio a giudizio dei fratelli Civello

Coinvolto un direttore Bapr

Pozzallo - A conclusione delle indagini preliminari, il Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, ha chiesto al Giudice per l’udienza preliminare il rinvio a giudizio dei fratelli Salvatore e Giorgio Civello, accusati di usura aggravata, minacce ed estorsione aggravata in concorso, e di Giuseppe Iemmolo per concorso nell’attività di usura. Salvatore Civello deve rispondere inoltre di detenzione illegale d’arma da fuoco. Nel giugno scorso i tre imputati erano stati coinvolti in una complessa operazione che aveva portato all’arresto dei fratelli pozzallesi ed all’applicazione della misura interdittiva del divieto di esercizio di attività professionale in banca per due mesi per Iemmolo.
Secondo la contestazione, i due germani, commercianti di Pozzallo, svolgevano, altresì, attività usuraria, applicando interessi su base annua dal 200 al mille e duecento per cento, contando sull’intermediazione di Iemmolo, direttore della filiale di Pozzallo di un istituto di credito; Salvatore Civello minacciava ,inoltre, con una pistola «Walter Ppk» calibro 7.65 quanti non erano in grado di far fronte agli esorbitanti interessi. Il funzionario di banca approfittava della sua posizione per indirizzare i clienti dell’istituto di credito che si trovavano in difficoltà economica verso i due Civello.
Le vittime erano tutte titolari di attività commerciali di Pozzallo. Dieci i commercianti che alla fine hanno denunciato i fatti, titolari di cinque attività commerciali, due delle quali chiuse nell’ultimo anno a causa degli interessi da usura applicati dai due fratelli pozzallesi.
I prestiti concessi dai Civello variavano dai 5 mila ai 15 mila euro, con tassi d’interesse da usura decuplicati.

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