Scuola Catania

Concorso a presidi in Sicilia, valanga di ricorsi

La carica dei 5 mila

Catania - La preselezione per l'accesso al concorso per diventare dirigenti scolastici si è svolta in maniera: A. impeccabile; B. grottesca; C. inaudita; D. irragionevole. Se volete provare ad annerire la risposta giusta, come dovevano fare nel test gli aspiranti partecipanti al concorso (quasi 50 mila in Italia, poco meno di 5 mila in Sicilia), vi aiutiamo noi. Una risposta è decisamente sbagliata (la A). Le altre sono più o meno come molte di quelle proposte nei cento quiz, cioè sostanzialmente tutte e tre giuste, ovvero opinabili. Perché, dicono in coro tutti i docenti che hanno partecipato, e come sostengono a spada tratta i sindacati che sono già scesi sul piede di guerra, ha ragione chi parla di prova grottesca, ma non sbaglia chi parla di test inauditi e non si può dare torto a chi sostiene l'irragionevolezza della prova. Perché? Perché, tanto per fare un esempio, uno dei test, tra i meno bizzarri peraltro, chiedeva quanti siano i docenti in Italia. La risposta esatta? Secondo chi ha formulato i test 600 mila. Peccato che già due anni fa ne erano censiti 800 mila e, peccato ancora più grosso, che sul suo sito il Miur scrive 48 ore dopo la selezione, che i docenti sono poco meno di 1 milione. Ce n'è per tutti i gusti, a sentire chi ha partecipato alla selezione e ci sono anche in Sicilia già migliaia di ricorsi in partenza.
Il presidente nazionale dell'Anief, associazione professionale dei docenti e formatori, il palermitano Marcello Pacifico, offre subito i primi dati sulla correzione delle prove di preselezione che sono in corso: «In Umbria, Friuli e Molise soltanto il 25% dei partecipanti ha raggiunto l'80% di risposte esatte richiesto. Non perché fosse impreparato, ma perché, come avevamo anticipato, si sono realizzate tutte le condizioni negative per lo svolgimento dei test».
L'Anief, così come i sindacati dei prof, contesta praticamente tutto: «Il ministero pubblica la batteria dei test un mese prima, per rispettare i termini imposti dal bando e concedere tempo congruo ai partecipanti per prepararsi. Ma a cinque giorni dalla prova ne cancella quasi mille, perché clamorosamente sbagliati. La preparazione, così, è stata palesemente inquinata e condizionata dagli errori e da quel provvedimento preso in extremis. Poi dal punto di vista procedurale bisognava mettere i partecipanti in condizione di avere chiaro il quadro delle domande, che dovevano prevedere nell'item una risposta vera, una verosimile e due false. Ma qui ci si è trovati di fronte ad errori di stampa, virgole o punti mancanti, al punto che i docenti si sono trovati di fronte a troppi presunti distrattori, finendo con il perdere di vista anche la logica stessa dei test».
La cosa, secondo l'Anief, ha finito con il pregiudicare anche la prova di molti docenti preparati. In Sicilia in pochi giorni i ricorsi già pronti a partire sarebbero quasi duemila, sui quattromila partecipanti, ma c'è anche chi sta aspettando di conoscere l'esito della prova per prendere successivamente la decisione. L'Anief è attivata in tutta l'Isola. Spiega Lenora Coco, responsabile di Siracusa: «La questione è molto complessa anche perché c'è da considerare la posizione dei docenti con meno di cinque anni di ruolo e di precariato, per cui l'Anief ha ottenuto la sentenza dei giudici per l'equiparazione del lavoro a tempo indeterminato con quello a tempo determinato. Molti di loro, nonostante la sospensiva, non hanno avuto il tempo di accedere alla preselezione e dovrebbero essere ammessi con riserva al concorso».
Il quadro che si sta delineando anche per questo concorso per dirigenti scolastici, è da psicodramma, perfettamente in linea con la confusione generale che regna nel mondo della scuola pubblica italiana, in via di definitivo smantellamento. Per capire quanto il test sia stato preparato con evidente approssimazione, basta estrarre una domanda e una risposta. La domanda n. 3055 era così formulata: ai sensi del DPR 24 giugno 1998 n. 249 e successive modificazioni e integrazioni, lo studente ha diritto a una valutazione: le riposte possibili sono a) trasparente e tempestiva; b) trasparente, tempestiva e imparziale; c) oggettiva e imparziale; d) oggettiva e documentata. Secondo il MIUR (o chi ha redatto la domanda) la risposta esatta è "trasparente e tempestiva". Perché? La valutazione non dovrebbe essere anche imparziale? Dovrebbe, al di là della ovvietà, anche perché se ne parla in successive modifiche del Dpr cui farebbe riferimento la domanda del test.
Ma a leggere quel che viene raccontato in tutta Italia c'è da restare raggelati: a Napoli, ha raccontato un professore-candidato, i libroni con i quiz sono rimasti nelle scuole per un paio di giorni, custoditi dai bidelli. Custoditi? E quanti erano i libroni? E chi ha controllato che nessun "controllore" ne portasse fuori qualcuno? Libroni della discordia, quelli che alcuni ispettori a Palermo non hanno voluto far portare via ai candidati dopo la prova, così come hanno trattenuto le minute dei test. Altri, invece, hanno fatto portare via tutto, cosa del resto, prevista dal regolamento. Ma a Palermo cose strane se ne sono viste tante. Mentre in Lombardia e in qualche altra regione il test era quasi finito, a Palermo alle 12 e 20 ancora molti dovevano cominciare. Nonostante il Miur avesse mandato a tutti contemporaneamente le domandone. Ma a Palermo, si sa, c'è il traffico che è una piaga. Mettiamola così.

La Sicilia