Giudiziaria Modica

Modica Bene: No alle registrazioni di Arrabito. Imputati: Giustizia senza indugio

Una udienza interlocutoria il 10 novembre

Modica - La notizia è che la sentenza arriverà il 25 novembre. L'altra notizia, per la verità attesa, è che le registrazioni fatte da Bruno Arrabito all'insaputa di alcune persone coinvolte nel processo - fra cui l'imprenditore Zaccaria- non sono state accolte dal Giudice. 

Nell'udienza odierna del processo Modica bene, che vede imputati tra gli altri Peppe e Carmelo Drago  e Piero Torchi, il Giudice Patricia Di Marco ha respinto le richieste del procuratore Francesco Puleio di ascoltare l'imputato  Bruno Arrabito circa le cosiddette "rivelazioni", peraltro ritrattate, rese dallo stesso in giugno e di trascrivere il contenuto delle conversazioni intercettate dallo stesso.

Il giudice ha ritenuto che tali prove non potessero essere acquisite perché l'attuale fase processuale, ovvero il rito abbreviato, non consente la modifica del perimetro probatorio a disposizione del decidente.

Il Giudice ha rigettato la richiesta del Pm. 


Il processo preseguirà il 10 novembre e il 25 novembre 2011 per le arringhe degli avvocati e per la decisione del Giudice.

 

La dichiarazione del difensore di Peppe e Carmelo Drago, l'avv. Mario Caruso

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"Prendiamo atto della decisione del giudice di dichiarare inammissibile la produzione di nuove eventuali prove nel processo, cosa peraltro ampiamente prevista dal collegio difensivo e certificata da un'ordinanza che ha sancito la strumentalità della richiesta".

Si esprime così stasera l'avv. Mario caruso, difensore di Peppe e Carmelo Drago. 

"Soprattutto, prendiamo atto della fissazione dell'udienza finale del processo per il prossimo 25 novembre, nella consapevolezza che proprio questo chiedevano gli imputati: essere giudicati senza ulteriori indugi.
Sottolineiamo come la diffusione alla stampa di atti e verbali, a questo punto estranei al processo, è stata favorita con superficialità e precipitazione,  acclarata a questo punto anche dal  provvedimento del giudice, al solo evidente scopo di condizionare l'opinione pubblica ed il processo, senza alcun contraddittorio e senza che ci fosse data la possibilità di chiarirne autenticità e reale portata rispetto ad un presunto dichiarante, peraltro mai divenuto reo confesso, come artatamente scritto in alcuni articoli, che aveva reso tali dichiarazioni mentre veniva arrestato per altri reati, in un contesto che certamente non fa presupporre serenità, lucidità ed attendibilità.

Adesso attendiamo in silenzio la sentenza, com'è giusto che sia e come dovrebbe essere costume di chi ha delicate responsabilità sulla vita, e non solo sul certificato penale, di qualsiasi cittadino ancora non giudicato nè tantomeno condannato".