Giudiziaria Scicli

Scicli, ai domiciliari Emilio Tudisco. In carcere il fratello Carmelo e Boschi

38 chili di marjiuana

Scicli - Custodia cautelare in carcere confermata per Pieruccio Boschi, 56 anni, dipendente comunale di Scicli, con precedenti specifici, e per Carmelo Tudisco, 51 anni. Arresti domiciliari, invece, per il fratello di quest’ultimo, Emilio, di 45 anni. Lo ha deciso ieri il Gip del Tribunale di Modica, Sandra Levanti, dopo l’interrogatorio di garanzia tenuto nel carcere di Piazza Gesù. Gli arresti dei tre sciclitani sono stati tutti convalidati.

Boschi, difeso dall’avvocato Alessandro Agnello, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I due germani hanno negato. In particolare Emilio Tudisco si è detto completamente ignaro della situazione in cui è coinvolto e di conoscere “a malapena” il Boschi.

I tre erano stati arrestati mercoledì mattina dalla Squadra Mobile dopo che gli agenti avevano trovato, nascosta fra cassette di plastica in un deposito di masserizie di un’azienda agricola di Donnalucata, una considerevole quantità di marijuana, trentotto chili, uno dei più grossi quantitativi di sostanza stupefacente rinvenuti negli ultimi anni in provincia di Ragusa. Furono sequestrati, infatti, diciannove panetti da due chilogrammi ciascuno. Nell’azienda di Contrada “Barone”, territorio di Scicli, in un ampio magazzino coperto, come si diceva, era ben nascosta la “roba” fra cassette di plastica utilizzate per la raccolta dei prodotti ortofrutticoli. La Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto, Francesco Marino, e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, aveva trovato dei cartoni contenenti pacchetti sigillati con nastro adesivo e sistemati in sacchetti neri, di quelli impiegati per la spazzatura. Aperti, è stato scoperta la considerevole quantità di erba pressata, la quale, ceduta al minuto, avrebbe consentito di ottenere un guadagno presumibile di circa duecentomila euro.

I due fratelli Tudisco, durante l’interrogatorio di garanzia, in buona sostanza, hanno “gettato la croce” solo sul dipendente comunale.

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