Giudiziaria Modica

Modica, la Finanza sequestra la ditta Puccia. 8 denunciati. La truffa dei materassi

Ci sarebbero un ex assessore e un dirigente denunciati

Modica- Blitz lo scorso pomeriggio della guardia di finanza e della polizia nella sede dell’impresa Giorgio Puccia, l’azienda che ha in appalto il servizio di igiene ambientale a Modica.

Le forze dell’ordine, su ordine della Procura della Repubblica sono arrivati nella sede di Via Modica Sorda poco dopo le 17,30 sottoponendo gli uffici a scrupolosi controlli tendenti ad accertare modalità e caratteristiche degli appalti ottenuti in questi ultimi mesi da parte dell’amministrazione comunale. Non è improbabile che anche oggi finanzieri e poliziotti tornino sul posto e poi vadano ad effettuare i dovuti riscontri presso l’assessorato alle Politiche Ambientali che si trovano ad un paio di centinaia di metri dalla sede dell’impresa Puccia. Fotocopiati numerosissimi documenti che saranno posti al vaglio del pubblico ministero.

Pare sia stato sequestrato il cantiere e i mezzi che sarebbero stati affidati a un consulente esterno per consentire il proseguimento dell’attività. Ci sarebbero un ex assessore e un dirigente denunciati (Sa.C)
 

Gli otto denunciati

Sono stati denunciati sono Giorgio, Paolo e Giuseppe Puccia, padre e figli, titolari dell'omonima azienda le cui attività sono cadute sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Modica, che si è avvalsa delle indgini di Polizia e Guardia di Finanza. Denunciati anche il dirigente del settore ambiente del Comune Giorgio Muriana, l’ex assessore all’ecologia Tiziana Serra (sono indagati per la modalità di appalto del servizio di igiene ambientale), e anche Giovanni Baglieri, Fabio Cataudella e Antonino Scarso. 

Le accuse

Le accuse, per gli imputati, vanno dalla truffa alla frode, dalla turbativa d'asta alle minacce, per finire all'estorsione.

Per il momento gli otto hanno l'obbligo di firma. La ditta è stata posta sotto sequestro ed è stato nominato un amministratore giudiziario, per consentire all'azienda e ai suoi dipendenti di continuare a lavorare nel vitale servizio raccolta rifiuti. 

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Indagini iniziate nel 2009

Le indagini della Procura di Modica sono iniziate nell'ottobre del 2009, grazie a intercettazioni e pedinamenti. I titolari avrebbero, sotto minaccia, costretto i dipendenti a violare la legge, per massimizzare i ricavi e minimizzare i costi del servizio ambientale nel Comune di Modica. 

Il valzer dei materassi

Quando il Comune di Modica segnalava alla ditta Puccia, appaltatrice del servizio, la presenza di una discarica abusiva di materassi, gli operai caricavano i rifiuti ingombranti su un mezzo della ditta e trasportavano gli ingombranti in un'altra contrada, creando una nuova discarica abusiva.

Una vera e propria tela di Penelope. 

I costi per l'ente aumentavano a dismisura. 

I cassonetti lavati con prodotti tossici

Altra accusa: i cassonetti venivano lavati con prodotti tossici e inquinanti. Lo sversamento dei liquami avveniva nel piazzale della sede dell'azienda; da lì raggiungevano il letto del fiume irminio e la campagna modicana. 

Non ti adegui? Ti licenzio

Secondo il procuratore Puleio, e il suo vice, Gaetano Scollo, i titolari della ditta avrebbero addirittura licenziato un loro dipendente che non si sarebbe adeguato ai loro metodi spiccioli. 

Il Comunicato ufficiale

Concluse le indagini sullo smaltimento dei rifiuti: La Guardia Di Finanza e la Polizia di stato sequestrano l’impresa

 

 

Nella giornata di ieri sono state portate a compimento le lunghe e complesse indagini che da più di un anno coinvolgevano il settore dello smaltimento dei rifiuti nel comune di Modica.

Numerose e ripetute le violazioni contestate, che vanno dalla costituzione di discariche abusive, alla truffa ai danni dell’ente pubblico oltre che la turbativa degli incanti. Le indagini erano cominciate già nel 2009, ed eseguite mediante riprese anche aeree di alcune aree. Nonché dall’analisi di copiosa documentazione e corrispondenza intercorsa tra l’ente pubblico ed la ditta interessata.

In proposito è stata emessa dal Gip di Modica ordinanza con la quale veniva disposto il sequestro della impresa e la misura dell’obbligo di presentazione due volte al giorno presso il Commissariato di Polizia di Modica per il titolare della ditta e per due dei suoi figli che nella impresa operavano quali dipendenti.

Stante l’indispensabile necessità di proseguire nella gestione indispensabile del corretto ciclo ecologico nonché al fine di tutelare la posizione lavorativa dei dipendenti della impresa stessa la amministrazione della stessa è stata affidata ad un amministrazione giudiziario, nominato dalla Autorità Giudiziaria, che provvederà alla gestione della impresa nelle more della definizione  della questione.

Il valore della impresa sequestrata valutato dai militari della Guardia di Finanza unitamente al amministratore Giudiziario in via preliminare supera il milione di euro.

Le indagini sono state condotte da militari appartenenti alla Squadra Operativa della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica e da unità del Commissariato di Modica ed hanno comportato anche utilizzo di moderni mezzi tecnici in dotazione alla Polizia di Stato per effettuare rilievi fotografici e di mezzi aerei della sezione Aerea di Catania della Guardia di Finanza.

L’odierno risultato testimonia nuovamente l’importanza della cooperazione delle forze di Polizia operanti sul territorio, al fine di prevenire e reprimere gravi reati, soprattutto ove questi coinvolgano settori particolarmente delicati quali la tutela del territorio la salute pubblica e la corretta gestione del patrimonio degli enti locali.