Giudiziaria Pozzallo

Pozzallo, onoranze funebri accusate di illecita concorrenza con minaccia

Sotto processo padre e figlio

Pozzallo - Il prossimo 20 gennaio saranno processati dal Gup di Modica, D.B. e E.B., figlio e padre, ragusani di 27 e 54 anni, titolari di due agenzie di onoranze funebri di Pozzallo, accusati di illecita concorrenza con minaccia, detenzione di armi e falsità in scrittura privata.

E’ stata fissata l’udienza sulla quale è già conosciuta la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero lo scorso mese di aprile. Tutto ciò si è determinato a seguito delle indagini eseguite dai Carabinieri di Pozzallo, secondo le quali, i due congiunti, avrebbero posto in essere, in concorso tra loro, atti di illecita concorrenza con reiterate minacce. Il 19 febbraio 2010, presso l’abitazione di C.G., legale rappresentante una terza società di onoranze funebri pozzallese, era stata recapitata una busta gialla, affrancata, priva di mittente e timbro postale, all’interno della quale c’era una busta bianca (del tipo biglietti da lutto), con una striscia diagonale nella parte superiore sinistra di colore nero e con la scritta “A’ cura”.

Un piccolo pensiero per la famiglia”(A’ cura significa “stai attento”, ndr)”, contenente due cartucce GFL 38 SW Special cariche. Il giorno dopo una busta dello stesso tenore era arrivata presso l’abitazione di T.D., dipendente della ditta presa di mira, con la scritta “Nun ti moviri, statti a casa e vadditi( ovvero “Non ti muovere, stai in casa e guardati, ndr)”, contenente una cartuccia per pistola calibro 38 SW Special carica. Secondo l’accusa i due indagati avrebbero inviato a C.G. e all’operaio, l’11 marzo successivo, due ulteriori buste, contenenti due cartucce al primo ed una cartuccia al secondo, per pistola calibro 38 Special.

Gli atti intimidatori tendevano a costringere la ditta di C. G. a ritirarsi dal mercato o, comunque, a condizionare la sua libera autodeterminazione nell’esercizio dell’attività. Il fine sarebbe stato quello di procurarsi un vantaggio consistente nel creare condizioni e motivi di contestazione tra i familiari di alcuni soci defunti della Società Marinara e D.P. titolare dell’agenzia di onoranze funebri, nel tentativo di mettere in cattiva luce l’operato della ditta concorrente e la sua immagine imprenditoriale, dopo avere formato e/o alterato il contratto di appalto tra la D.P. e la Società Marinara. C.G. si costituirà parte civile attraverso l’avvocato Raffaele Pediliggieri. I due imputati saranno difesi dagli avvocati Ignazio Galfo e Francesco Giardina.