Scuola Modica

Ieri a Modica studenti in piazza per la giornata mondiale dello studente

"La lotta è dura, ma non ci fa paura!"

Modica - Sì è svolta ieri a Modica la manifestazione studentesca in ricordo dell’eccidio nazista del 1939, a Praga, che colpì 9 studenti e i loro insegnanti durante una contestazione. Il 17 novembre fu il giorno del terribile evento in cui il diritto a manifestare venne violato. E ancora il 17 novembre del 1973 un carro armato abbatté il politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare.

La giornata di ieri aveva lo scopo di commemorare i due momenti ma anche di essere l'occasione di lotta per la difesa dei diritti del cittadino e di contestazione contro la crisi che colpisce il nostro Paese. "La lotta è dura, ma non ci fa paura!" ,"Noi la crisi non la paghiamo!" questi gli slogan urlati dal corteo di studenti che si è mosso alle 9 da piazzale Fabrizio e che è giunto, nonostante la pioggia, in Piazza Matteotti. Lì sono iniziati i dibatti tra gli studenti stessi sulle tematiche della manifestazione.

I manifestanti sono consapevoli che dai giovani che deve partire la spinta a contestare la crisi globale, la dittatura dei mercati e l’inefficienza della classe dirigente attuale. Ma soprattutto a rimarcare l’importanza della libertà di ciascuno di esprimere il proprio dissenso, diritto negato più volte nella storia: "Tutto questo non è giusto e non deve più accadere! E' giusto invece essere liberi di manifestare il proprio dissenso su tutto ciò che non va bene, sia per quanto riguarda il nostro Paese, ma anche per quanto riguarda il resto del mondo. Lottiamo! Ma soprattutto non stiamo zitti! Noi non abbiamo paura di dire ciò che pensiamo, perché sappiamo che nel dirlo abbiamo ragione!" spiega Valeria Giompaolo organizzatrice della manifestazione.

Alla fine del dibattito gli studenti sono arrivati ad un'unica conclusione: "Tutto questo deve cambiare! Tutto questo deve finire! E la fine di tutto questo dipende solo da noi! Ma soprattutto dipenderà anche da quelli che adesso sono dei bambini, ma ai quali, già da adesso, bisogna far capire la differenza fra cosa è giusto e cosa è sbagliato, così che un domani possano loro ribellarsi e provare a rendere questo mondo, o almeno quest'Italia, un posto migliore" si augurano i manifestanti.

La mobilitazione è stata di carattere globale, iniziando con i movimenti negli Stati Uniti ha coinvolto gran parte dei paesi europei: dalla Spagna, alla Germania, al Sud America e al Chile.
Il denominatore comune è il rifiuto della società attuale, della precarietà dei lavoratori, dei diktat dell'economia sulla società e della violazione dei beni comuni.

 

 

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