Giudiziaria Modica

Modica, la Procura: Si alla rimozione delle macerie degli Ecomostri

Dopo il sequestro del cantiere

Modica - La Procura della Repubblica ha autorizzato l’imprenditore modicano che deve eseguire i lavori di riqualificazione nell’area dove fino allo scorso mese di settembre si trovavano i cosiddetti “ecomostri” poi abbattuti dall’esplosivo a riprendere l’attività.

Si tratta di un provvedimento limitato al prelievo e al trasferimento delle diverse tonnellate di macerie che, dopo le fasi di deposito temporaneo, avrebbero dovuto essere smaltite presso impianti all’uopo autorizzati.

L’impresa, infatti, sta procedendo in questo senso avendo già stipulato un’apposita convenzione con centro autorizzato.

Il cantiere fu sequestrato alla fine di settembre dalla polizia provinciale, furono denunciate quattro persone per violazione del Testo Unico Ambientale e smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali e di realizzazione e gestione di discarica abusiva. La Polizia Provinciale, nell’ambito dell’attività di vigilanza ambientale del territorio, considerata la notevole quantità di materiale prodotto, da subito aveva messo sotto osservazione il cantiere di Treppiedi per verificare che la gestione dei materiali, classificati rifiuti speciali inerti ai sensi del D.L.vo N. 152/06, avvenisse secondo le modalità di legge. Dopo diversi giorni di indagini, era emerso che, dopo una prima fase di frantumazione sul posto degli inerti, quantità considerevoli di materiale uscivano dal cantiere a bordo di pesanti automezzi e, piuttosto che essere avviate allo smaltimento e/o recupero presso gli impianti autorizzati, venivano trasportate e scaricate su terreni agricoli siti in Contrada Purromazza, nel territorio di Scicli. Qui, con l’ausilio di una pala meccanica, gli inerti venivano distribuiti sull’area agricola, compattati e spianati, interessando un’area di circa 500 metri quadrati.

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