Giudiziaria Modica

Materassi-gate, i legali chiedono il dissequestro della ditta Puccia

La tesi della difesa

Modica - I titolari dell’Impresa Ecologia “Puccia” ieri sono tornati davanti al Gip, Patricia Di Marco, chiamata a riesaminare la vicenda che ha portato lo scorso sette novembre al sequestro dell’intera azienda e di tutto il patrimonio che fa parte dell’impresa.

Gli avvocati Salvatore Poidomani e Mario Caruso hanno depositato prove documentali per attenuare la posizione di Giorgio Puccia, conosciuto come Salvatore, e dei figli Giuseppe e Paolo, sui quali, tra l’altro, pesa il provvedimento restrittivo dell’obbligo di firma due volte al giorno presso il Commissariato di Modica. I loro legali, al termine dell’udienza, hanno avanzato istanza di revoca dalla misura cautelare e di modifica dei provvedimenti che riguardano altri rami d’azienda che, secondo Poidomani e Caruso, non hanno nulla a che vedere con l’inchiesta eseguita da polizia e guardia di finanza col coordinamento del Procuratore e del sostituto Procuratore della Repubblica, Francesco Puleio e Gaetano Scollo. In particolare gli avvocati hanno fatto specifico riferimento ai sequestri operati nei cantieri di Portopalo e Canicattini Bagni dove la “Puccia” gestisce, come a Modica, il servizio di igiene ambientale, e del villaggio turistico di Via del Laghetto a Marina di Modica. Sono cantieri e impianti che, comunque, continuano a operare sotto la supervisione dell’amministratore giudiziale nominato dalla Procura, Walter Buscema, anche se gli imprenditori hanno facoltà di organizzare e di impartire ordini, di andare nei cantieri, anche se tutto deve passare al vaglio di Buscema. A proposito dell’inchiesta, l’amministrazione comunale sta procedendo, come atto dovuto, a fare il cambio del dirigente all’assessorato Politiche Ambientali. L’attuale Giorgio Muriana Triberio, anche lui indagato, passerebbe ai “Tributi” mentre Angelo Carpanzano lo sostituirebbe nel suo precedente ruolo. Nei prossimi giorni sono fissate le udienze davanti al Riesame di Catania e al Tribunale della Libertà di Ragusa.