Cultura
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20/12/2011 22:41

Dell’amore. La ricerca intima e intimista di Ilde

Ilde Barone, sperimentatrice febbrile

di Giuseppe Pitrolo

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Sensuale e febbrile
Sensuale e febbrile

Modica – Prendete un’artista nata alla fine del Novecento: per esprimersi ha davanti due strade: quella (più facile?) delle installazioni; quella (più impervia?) della pittura. Ilde Barone ha scelto la seconda via, scoscesa ma da lei affrontata con decisione. Ha infatti ripreso il percorso dei pittori del secondo Novecento che si sono dovuti nutrire di Cubismo, Espressionismo, Astrattismo per rifondare la pittura: basti pensare a Bacon, De Kooning, Guttuso, Pollock, Freud, Auerbach, Guccione, Sarnari, Kiefer, ma anche a Schnabel, Barcelò, Cecily Brown, , i quali tutti si sono confrontati con la figurazione, il corpo umano, il paesaggio, la natura morta, reinventando questi temi classici in modo (post)novecentesco.

Ilde Barone (classe 1980, prima mostra nel 2001) lavora su piccoli e grandi formati, alternando olio e tecnica mista e affrontando sopratutto il corpo umano, con figure femminili che immerge e “affonda”, facendole a volte quasi svanire (vedi il Klein degli ultimi anni), in uno sfondo materico e multicolore che è in parte “puzzle” (Tiziana Spanò) e in parte tessuto di Missoni. Sono quadri rigorosi e armoniosi, in cui “il caos delle pennellate forti” (F. Silvestri) esprime con linguaggio contemporaneo la fragilità umana.

Ilde è un’artista eclettica, dalla “ costante ricerca intima e intimista” (Stefania Pilato); notava Franco Sarnari che “nella sua pittura prevalgono due elementi fondamentali. Il primo è una sorta di astrazione geometrica, intesa come ripetizione di forme attraverso un modulo (…). Il secondo elemento è il dato pittorico, sempre fortemente ed intensamente carico di emotività (…). In lei è forte il senso tra buio ed emersione, tipico di chi sa dipingere”. E Paolo Nifosì aggiungeva che nelle sue opere troviamo: “uno spazio pittorico materico molto ricercato e prezioso, fatto da pigmenti di colori puri accostati in una sorta di mosaico alla Signac o a certo Balla. Le opere della Barone trasudano sensualità espressa nella sintesi della bellezza femminile, della materia preziosa (…) La Barone punta agli archetipi antropologici della bellezza e dell’arte, ai due poli della natura e della materia, attingendo alla storia delle forme dal puntinismo all’informale al maestro contemporaneo Sarnari”.

Ilde è una pittrice in continua evoluzione: abbiamo perciò riscontrato queste sue caratteristiche ma anche delle novità nella bella personale recentemente ospitata a Modica nella Sala del Granaio: “dell’amore”.

“Sperimentatrice febbrile, costantemente alla ricerca di effetti inaspettati, Ilde impiega tecniche diverse, dalla pittura tradizionale, al dripping, alla mascheratura attraverso una griglia (…). Oscura i volti, ritaglia le immagini alla misura di frammenti, le scudiscia a colpi di pennello” (Andrea Guastella). Ed “è proprio il contrasto tra la fermezza del tratto pittorico e la romantica delicatezza, insita nella sensibilità femminile, a scandire il ritmo dei suoi lavori” (Giulia D’Urso). Ecco quindi l’attenzione al colore, che (de)struttura la forma, immergendola nell’informale liquido amniotico della materia ed esaltando l’essenzialità dei particolari e dei frammenti, distorti e sfocati . “Nascondere i corpi dietro il sipario di tanti diamanti colorati rappresenta una raffinata intuizione” (Antonio Sarnari).

Un’artista quindi che – attraversato il Novecento – evolve oltre la contemporaneità.