Scuola Modica

Modica, l'Enel taglia la luce al Grimaldi

Un disguido burocratico

Modica - Parecchie classi sono rimaste al buio all'Istituto "Principi Grimaldi". Da sabato l'Enel ha sospeso la fornitura, presso l'istituto professionale di Stato per i servizi alberghieri e della ristorazione e per l'agricoltura e l'ambiente, in quanto le bollette non erano state pagate e molti sono stati i disagi per studenti e docenti che hanno dovuto fare lezioni in aule buie e rinunciare a svolgere alcune attività come ad esempio quelle che necessitano l'uso dei computer. 
«Più che di interruzione di servizio è meglio parlare di depotenziamento in quanto la potenza è stata ridotta al 30%. - ha detto Orazio Licitra vice preside dell'istituto - Adesso le bollette sono state pagate. Abbiamo dato comunicazione all'Enel e la situazione dovrebbe risolversi quanto prima con il ripristino del servizio». 
L'ente per l'energia elettrica ha lasciato attiva la fornitura della sede centrale di piazzale degli Oleandri, e ha ridotto al minimo indispensabile i distaccamenti di Sorda Sampieri, del convitto in Via Trapani Rocciola e della sede di contrada Scaro a Pozzallo. I locali dove è ospitata la scuola, compresi i distaccamenti, sono di competenza della Provincia regionale di Ragusa e sembra che a determinare il disagio sia stato un problema burocratico legato da un lato alla tardiva emissione delle fatture da parte dell'Enel e dell'altro dal successivo iter di pagamento delle stesse a carico della Provincia. 
«Prima ci occupavamo noi di pagare le bollette - dice ancora il vice preside - e non si sono mai verificati problemi, ma adesso la procedura per il pagamento delle stesse richiede tempi più lunghi in quanto le fatture devono essere inviate alla Provincia che procede successivamente al pagamento. Alcune volte è solo un problema di tempi burocratici, in altri casi i tempi si allungano poiché la Provincia regionale non è in grado di pagare poiché non ha fondi in capitolo. Adesso il problema si sta risolvendo in tempi celeri e ci auguriamo che non si ripresenti in futuro».

La Sicilia

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