Cronaca
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12/01/2012 13:47

Un’agenzia di casting dentro l’aeroporto di Comiso

Scoperta dai carabinieri

di Redazione

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L'aeroporto di Comiso
L'aeroporto di Comiso

Comiso – All’aeroporto di Comiso scoperta un’agenzia di casting. A gestirla un pregiudicato vittoriese, già coinvolto nell’operazione Scacco Matto del 1998 e condannato nel 2002 a sette anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso.

La Procura della Repubblica di Ragusa vuole vederci chiaro ed ha dato mandato ai carabinieri del Reparto provinciale e della Compagnia di Vittoria di effettuare una perquisizione negli uffici del comune di Comiso per verificare se esistono delle autorizzazioni o delle concessioni e per cheidere a che titolo questo sia avvenuto.

I militari, guidati dal capitano Carmine Gesualdo e dal tenente Francesco Soricelli, si sono presentati di buon mattino a Palazzo di città ed hanno chiesto di conferire con gli amministratori. Avevano un mandato di perquisizione firmato dal procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia.

Si sono recati nell’ufficio del segretario generale e lì hanno lavorato a lungo verificando della documentazione e acquisendo alcuni atti. Finora non sono emersi altri particolari, ma la vicenda, che appare strana ed inquietante, è tuttora sotto i riflettori dei militari.

 

A Palazzo di città, per seguire l’intera vicenda, si è recato l’assessore Dante Di Trapani. Il sindaco Alfano, infatti, già da ieri si trova a Roma per la riunione nella sede dell’Enac, riguardante l’aeroporto di Comiso.

 

 

Reazioni, parla l’on. Pippo Digiacomo

 

L’on. Pippo Digiacomo interviene a seguito del blitz di questa mattina dei carabinieri del Comando provinciale di Ragusa negli uffici del Palazzo Comunale per sequestrare atti e documenti riguardanti l’aeroporto di Comiso ed in particolare l’utilizzo abusivo della struttura. A quanto pare la magistratura, dopo la scabrosa vicenda delle corse di Ferrari e Porsche nella pista aeroportuale e dei voli abusivi, starebbe indagando anche sull’utilizzo delle villette, una delle quali sarebbe stata occupata da un pregiudicato condannato per associazione mafiosa che gestirebbe un’agenzia di casting e che avrebbe utilizzato il teatro ubicato dentro il sedime aeroportuale per girare un film sul bandito Giuliano dal titolo “Il leone di Montelepre”.

“Se le notizie riportate dalla stampa corrispondessero al vero – afferma l’on. Digiacomo –  saremmo di fronte ad un’altra vicenda vergognosa, che getta ulteriori ombre inquietanti sulla gestione dell’infrastruttura ancora chiusa al traffico. Un fatto di una gravità inaudita che, purtroppo, non potrà che avere pesanti ripercussioni sull’immagine positiva che nell’ultimo decennio fino al 2008 era stata costruita sulla città di Comiso e sul suo aeroporto. Un fatto questo che segue di poche settimane il caso delle Ferrari e Porsche filmate mentre scorrazzavano nella pista davanti agli occhi del sindaco Alfano. Siamo come sempre fiduciosi sull’operato dell’autorità giudiziaria e certi che sarà fatta piena luce su questi episodi e sulle responsabilità. Certo, se anche questo fatto fosse vero, sarebbe facile capire perché è stato rimosso in modo così brutale il nome di Pio La Torre dall’aeroporto di Comiso”.