Giudiziaria Scicli

Massimo La Terra resta in carcere. Celebrati i funerali di Rosetta Trovato

E Rosa è stata paragonata al samaritano di evangelica memoria

Scicli - Massimo la Terra resta in carcere. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Modica, Sandra Levanti, poche ore prima che in chiesa Madre, a Scicli, si celebrasse il funerale di sua moglie, Rosetta Trovato, del cui omicidio l’uomo è accusato.

Il magistrato ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori Franco Drago e Raffaele Rossino. La Terra, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, aveva cercato un alibi, sostenendo di essere uscito da casa, sabato mattino, per poi fare rientro e concedersi un’ora di riposo. Svegliatosi, avrebbe trovato il corpo esanime della moglie al piano inferiore.

In chiesa Madre si sono celebrate le esequie funebri della donna; la camera ardente era stata allestita nella casa dei genitori di Rosetta. Don Concetto Di Pietro ha ricordato durante l’omelia l’altruismo di Rosetta, che Maria Grazia Miceli ha osato paragonare al samaritano di evangelica memoria. Ad assistere al funerale i compagni di scuola della figlia quindicenne della coppia, molti dei quali provenienti anche dalla vicina Modica, dove la ragazzina frequenta le superiori. Padre Di Pietro ha letto il verso del Vangelo secondo Matteo: “Venite a me, o voi tutti, che siete stanchi e oppressi, troverete ristoro”.

Quale ristoro per una donna che ha avuto la colpa di non lasciare il marito che durante l’interrogatorio di martedì ha confermato di aver intrapreso una relazione con un’altra donna, e di considerarsi separato di fatto dalla moglie. Quale ristoro per una donna che ha scelto la strada della fedeltà coniugale nonostante il marito fosse stato in carcere, per tre anni, per il tentato omicidio del padre. Marito disoccupato, mantenuto da Rosetta, domestica infaticabile presso diverse famiglie di Scicli che avevano capito la necessità, il bisogno. Scicli vive attonita questi giorni di dolore e di strazio. La figlia della coppia è stata affidata ai padrini, a lei si pensa oggi con ansia e preoccupazione. La giustizia farà ora il suo corso. Fra sessanta giorni l’esito dell’autopsia, mentre non è escluso un intervento dei Ris di Messina nella raccolta di ulteriori fonti di prova a carico del presunto omicida. 

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