Scuola Ragusa

Integrazione scolastica, straniero...chi?

Seminario a Ragusa

Ragusa - Come indica il titolo del seminario che si è aperto oggi a Ragusa, “Verso orizzonti culturali integrati”, l’aprirsi agli altri adottando i migliori strumenti dell’accoglienza e dell’integrazione è la scelta migliore per una corretta formazione, già dai banchi di scuola, dei cittadini del futuro in una società sempre più globale e multiculturale. Emerge dai vari spunti forniti dal seminario che oggi e domani affronta nel capoluogo ibleo l’aspetto pedagogico dell’accoglienza in una realtà educativa interculturale. In corso presso l’hotel Villa Carlotta a Ragusa, il seminario conclude il progetto “Straniero…chi?” realizzato dall’Istituto Comprensivo “Francesco Crispi” di Ragusa in rete con il Circolo Didattico “Paolo Vetri”, la Scuola Primaria paritaria “SS. Redentore”, la Fondazione “San Giovanni Battista”. Partito nell’anno scolastico 2010-2011, il progetto è stato finanziato attraverso il Programma Operativo Regionale - Obiettivo Convergenza 2007-2013, Fondo Sociale Europeo, Regione Siciliana – Asse IV capitale umano. Si è sviluppato fino ad oggi lungo tre azioni di grande valenza. Si è partiti dall’accoglienza e l’educazione interculturale, rivolta agli studenti stranieri e non, attuata in forma laboratoriale. E’ stato subito un successo che è riuscito ad ottenere positivi riscontri, avviando una nuova fase di integrazione, legata alla consapevolezza della necessità di una riformulazione della prassi educativa. Si è poi passati alla successiva azione con l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri. L’ultima azione è stata dedicata alla mediazione culturale, con la presenza di mediatori negli istituti coinvolti per aiutare le famiglie alla comprensione e al contatto con l’istituzione scolastica. In apertura la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Crispi, Maria Grazia Carfì, ha sottolineato la valenza del progetto che ha permesso di raggiungere vari obiettivi ed avviare nuovi protocolli interni. E così come ribadito anche dai rappresentanti degli altri partner, il progetto ha permesso di lavorare in rete. “Il confronto con gli altri è stata una risorsa importantissima – ha detto la Carfì – considerato anche il positivo approccio con il privato sociale, come la Fondazione San Giovanni Battista che ha fornito i mediatori culturali, gli insegnanti di L2 e di educazione interculturale, riuscendo ad avviare nuovi orizzonti di positivo intervento che guardano all’accoglienza degli stranieri non più con diffidenza o difficoltà ma come nuovo momento di incontro ed arricchimento comune che parte da esperienze diverse che trovano proficue intersezioni”. Dalle varie esperienze è emersa anche una valutazione critica rispetto agli approcci finora rilevati. Lo ha ribadito Clara Vitale, coordinatrice del progetto: “Si è portata avanti anche un’autovalutazione rilevando che non sempre la didattica classica è adatta. Bisogna piuttosto usare un approccio induttivo ed un approccio comunicativo specifici della L2i”. Interessante la riflessione fornita dal dott. Antonio Cutolo Direttore Ufficio Immigrazione del Ministero dell’Istruzione. I dati di tutta Italia, e in particolare della provincia di Ragusa, parlano chiaro: l’integrazione scolastica riguarda tutte le scuole di ordine e grado, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. La vera sfida è quella di integrare gli studenti immigrati di prima e seconda generazione come opportunità nel nostro Paese che nasce dal confronto di culture diverse. Per farlo è necessaria la formazione dei docenti, e su questo il Ministero ha fatto molti investimenti, la sensibilizzazione dei dirigenti scolastici e soprattutto occorre stabilizzare i rapporti tra scuola e famiglie di immigrati. Gli studenti stranieri nelle scuole italiane sono passati da 200.000 nel 2001 a 711.000 nel 2010. In questi anni è aumentato il trend di presenza nelle scuole superiori e questo è sinonimo d’integrazione. Nell’ordine, tra gli studenti stranieri, troviamo provenizne da Romania (la prima), Albania, Marocco, Cina. Moldavia, India, Filippine, Ecuador, Tunisia. Durante il seminario sono stati forniti dati riguardanti anche la provincia di Ragusa e l’incidenza della presenza di studenti stranieri. Santa Croce Camerina e Scoglitti sono le aree di maggior concentrazione con aumenti esponenziali anche a Scicli ed Acate. Il dirigente ministeriale ha poi spiegato che Ragusa è stata scelta come sede nazionale per il progetto “Intercultura Tv” che raccoglie le considerazioni e le storie di studenti stranieri con l’intervento di vari registi per la creazione di un film. L’obiettivo che si sta già in parte raggiungendo con progetti come quello avviato dall’Istituto Crispi e dagli altri organismi, ha visto il cambiamento dei rapporti tra gli stessi giovani. I ragazzi cambiano conoscendo i loro pari stranieri e prevengono il pregiudizio. Un vero risultato. La dottoressa Giovanna Criscione, Dirigente Tecnico Miur e Coordinatrice dell’Osservatorio Provinciale per la dispersione scolastica, ha ribadito la necessità di attuare un’azione pedagogica da non rivolgere solo agli stranieri: “Si può accogliere sempre, non solo quando si diventa autonomi. L’accompagnamento è sempre importante, la pedagogia dell’accoglienza deve essere fatta sempre, fino alla scuola secondaria”. E nell’analizzare gli aspetti anche sociali attuali, la Criscione ha rilevato la necessità di incrementare i piani dell’offerta formativa delle scuole organizzandoli secondo un livello metodologico e didattico, creando percorsi differenziati per i neo-arrivati e le seconde generazioni in quanto i primi hanno bisogno di comprendere meglio il nuovo contesto in cui si muovono, i secondi di non perdere le proprie radici. Ogni scuola dovrebbe avere un protocollo di accoglienza, con documenti in diverse lingue, per mettere in atto rapporti con le famiglie straniere. Attesi anche gli interventi delle dottoresse Maurizia Di Stefano e Maura Tripi della Scuola Interculturale di Formazione MCE (Movimento di Cooperazione Educativa). Attraverso strumenti multimediali hanno analizzato i vari aspetti di questi processi di cambiamento sottolineando comunque la necessità di prendersi cura delle persone che arrivano, realizzando una democraticità durante il percorso, con la disponibilità di modificare le regole, per il vantaggio di tutti.

Nei laboratori da loro svolti utilizzano con successo tecniche corporee, autobiografia, racconti. Quanto in parte si sta adesso svolgendo nei tre workshop avviati oggi pomeriggio, tenuti dalle due relatrici e dal musico terapista Gianfranco Chessari. Domani la seconda e ultima giornata del seminario con l'intervento della docente universitaria Giovanna Sciuti Russi, che traccerà un profilo sulle competenze glottodidattiche per l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri – L2, del dott. Vincenzo La Monica della Caritas diocesana, che presenterà il dossier Migrantes 2011, di Domenico Leggio segretario della Fondazione San Giovanni Battista che parlerà delle politiche per una buona integrazione interculturale e della docente Clara Vitale che si soffermerà sulla creazione della Commissione Intercultura e del Protocollo di Accoglienza nell’Istituto Crispi di Ragusa. A partire dalle 15,30, è prevista la visione del docu-fiction “Goor” del regista Alessandro De Filippo che interverrà successivamente per un confronto.