Scuola Ragusa

Straniero...chi? Le buone prassi, inclusive, nella scuola

Strumenti di integrazione

RAGUSA –  Con la chiusura, ieri pomeriggio, del seminario “Verso Orizzonti Culturali Integrati”, si è concluso il progetto “Straniero ...chi?” che per due anni è stato sviluppato dall’Istituto Comprensivo “Francesco Crispi” di Ragusa in rete con il Circolo Didattico “Paolo Vetri”, la Scuola Primaria paritaria “SS. Redentore”, la Fondazione “San Giovanni Battista”, finanziato mediante il Programma Operativo Regionale - Obiettivo Convergenza 2007-2013, Fondo Sociale Europeo, Regione Siciliana – Asse IV capitale umano.

Il seminario conclusivo, che si è svolto giovedì e ieri all’hotel Villa Carlotta a Ragusa, ha visto alternarsi incontri, conferenze, workshop alla presenza di folto pubblico che ha partecipato alle varie attività proposte per far sintesi delle tante esperienze vissute a scuola.

Ieri, per l’ultima giornata, il seminario ha avuto un’evoluzione più interattiva, alla ricerca di strumenti  per integrare i minori stranieri all’interno degli istituti scolastici. Molti i quesiti sollevati inerenti soprattutto la necessità di risolvere i problemi interculturali che si possono creare nelle classi. Domande che hanno dato l’avvio ad una partecipata discussione alla quale è nuovamente intervenuto il dott. Antonio Cutolo del Ministero dell’Istruzione. In mattinata ha aperto i lavori la prof.ssa Giovanna Sciuti Russi, docente di didattica dell’italiano per stranieri presso l’Università di Catania, con l’incontro dal tema “Scuola ed L2. Le competenze glottodidattiche del docente”. Ha spiegato che all’interno del progetto è stato costituito un gruppo di lavoro per redigere i protocollo di accoglienza e creare le commissioni intercultura con l’individuazione di docenti interni ed un referente per istituto. Ci sono altre figure che ruotano intorno all’integrazione, come il mediatore culturale e il docente L2 facilitatore che da sperimentatore-animatore crea le giuste condizioni psico-affettive. Rispetto all’inserimento/inclusione degli alunni stranieri la Sciuti Russi ha dato dei suggerimenti didattici e logistici, spiegando che la sperimentazione e la flessibilità sono le risorse più importanti su cui contare. “Un approccio interculturale funziona se alla base c’è una politica dirigenziale forte e predisposta a questo – ha detto la Sciuti Russi - Ci vuole una progettualità e una formazione docenti che porti ad interazioni positive tra bambini e adulti, bisogna aprirsi a nuove tecniche e nuovi percorsi”. E’ stato successivamente il dott. Vincenzo La Monica della Caritas Diocesana a presentare il “Dossier Statistico Caritas – Migrantes 2011: i dati della Provincia di Ragusa”, poi consegnato ai referenti dei vari istituti scolastici. Tra i dati è emerso che sono ben 21.000 gli stranieri con regolare autorizzazione in provincia di Ragusa, il 6,6% sulla popolazione totale (la percentuale più alta della Sicilia), 30.000 in totale se si considerano gli irregolari. Tra gli interventi anche quello della prof.ssa Paola Bongiorno che ha lavorato nel progetto come referente della Fondazione San Giovanni e come docente di Italiano L2. Il lavoro della Fondazione ha portato all’osservazione di un fenomeno, ovvero i minori immigrati rifiutano la loro cultura e lingua d’origine per cercare di assimilarsi alla popolazione italiana. “La riflessione su che tipo di società vogliamo è d’obbligo, se con un taglio interculturale o se una società che assimili le culture, appiattendole alla nostra”. Forse quest’ultima sta prendendo sempre più piede. L’esperienza del progetto “Straniero…chi?” è stata molto significativa sotto molti aspetti e il risultato più importante si è avuto con la nascita delle commissione intercultura e la creazione dei protocolli di accoglienza, come ha riferito la docente Clara Vitale, coordinatrice del progetto che si è soffermata sull’esperienza e i risultati raggiunti, sulle difficoltà affrontate e superate ed infine sull’arricchimento culturale e professionale ottenuto. “Tanti gli aspetti importanti – ha detto la Vitale – come la rete tra le scuole e gli enti che permette la crescita comune e condivisa. E poi l’approccio interculturale, visto come accoglienza di diversità che mantenga le differenze nell’arricchimento e trovi i punti d’incontro per una reale convivenza e un concreto rispetto reciproco. Infine la ricerca-azione, cioè la ricerca continua nella didattica per trovare le maggiori soluzioni possibili e creare un’intercomunicazione tra le culture presenti”. Il pomeriggio di ieri è stato dedicato all’intervento del regista Alessandro De Filippo, tra l’altro ricercatore di Storia e Critica del Cinema del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. E’ autore del docu-fiction “Goor”, realizzato con la partecipazione di giovani italiani e stranieri che vivono a Catania e girato anche nelle coste ragusane. Il video rappresenta la fase finale di un progetto dove l’idea di base è stata quella di iniziare a lavorare sui luoghi comuni, per cui il video si apre con l’arrivo di un barcone colmo di persone di tante nazionalità. Poi si sviluppa sul racconto dell’immigrazione fatto dai media nazionali ed infine si mettono in evidenza le storie personali dei ragazzi. A chiudere i lavori del seminario è stato il Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Crispi, la prof.ssa Maria Grazia Carfì che, soddisfatta per gli obiettivi raggiunti dal progetto, ha invitato i partner e tutti i partecipanti al seminario a dare voce in altri contesti e nei propri istituti a quest’esigenza di creare reti e lavorare sull’intercultura.

 

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