Sport Due siciliani in vetta alla classifica

Giro d’Italia: Paolo Tiralongo vince in salita. Le geometrie del ciclismo

E' nativo di Avola

Firenze - Credo di conoscerlo, perché conosco la sua infanzia.

A Scicli lo stesso possono dire, Peppe Ficili e Carmelo Verdirame che con Paolo hanno condiviso l’appassionante esperienza sorgiva di questa professione a Bergamo. Tanti siciliano vanno per le strade del ciclismo, pochi riesco. E non si tratta solo di capacità atletiche che mancano, spesso è la convinzione e la voglia di sacrificio che difettano. Paolo – con caparbietà e grande sacrificio - incarna la poesia della fatica di uno sport rude, fatto di muscoli e di cuore, di anima e di voglia di lottare alla ricerca di un riscatto che spesso tarda a arrivare.

Sabato, a Rocca di Cambio – dopo tante tappe vinte da ciclisti dalle più disparate bandiere – quell’omino piccolo e scuro, dalla pelle bruciata dal sole e resa trasparente dalla fatica: è passato solitario sotto l’ombra dello striscione del traguardo. Ombra che gli è passata addosso lentamente come una palpebra annoiata. La smorfia di un sorriso amaro a tutti denti, testimoniava dello sforzo inumano.

Scavalcata la strisca, scaraventato a terra dalla sua stessa fatica, sembrava una stella marina spiaccicata sul basolato: ansimante, alla ricerca di un rivolo di ossigeno per rigeneragli i muscoli e la lucidità per uno sforzo troppo intenso.

È stato un ciclista vincente nelle categorie inferiori. Tanto vincente. Dopo, qualche sfortuna. Ma la qualità è stata sempre alta. E domani ad Assisi potrebbe andare a letto con la maglia rosa.

Ora fa il gregario per mestiere, però la sua grinta e la voglia di fatica sono quelli di sempre. Quel pomeriggio tutti sono passati dietro a Lui in salita. Tutti hanno dovuto assoggettarsi al codice del gregario per un giorno capitano. Il sogno, inseguito tante volte, per due volte al Giro si è lasciato acchiappare: Macugnaga 2011, Rocca di Cambio 2012.

Nella generale è terzo a 15” dal Canadese Ryder Hesjedal primo in classifica. È stato anche secondo fino ad ieri. Nella stessa prima pagina Damiano Caruso ragusano al settimo posto…altro gregario giovane ma di sicuro avvenire. Non vinceranno il Giro, questa è certezza. Hanno i capitani predestinati alla classifica finale per cui lavorare, ma sono stati protagonisti e sempre in vista nelle fasi determinanti. Siracusano di Avola Tiralongo, Ragusano Caruso, dieci anni più piccolo del primo. Trovarsi tra i primi dieci della classifica  - dove in ogni posizione si parla una lingua diversa - a 10 giorni d’inizio del Giro è un chiaro segnale di buona capacità.

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