Scuola Ragusa

I bambini della Crispi a Cava Gonfalone

E i genitori scoprono le latomie grazie ai bambini

Ragusa - I bambini delle seconde elementari della “Francesco Crispi” sono rimasti senza parole alla vista delle latomie di Cava Gonfalone. E questo era del tutto prevedibile.

Meno prevedibile era la reazione dei loro genitori che li accompagnavano, la gran parte ragusani e quasi tutti d’età compresa tra i trenta e i cinquanta anni. Di loro, la gran parte, insomma quasi tutti, non erano mai stati a visitare le latomie che sono sotto la scuola dei loro figli.

Ed è stato quindi grazie ai loro figli di sette/otto anni se hanno preso coscienza di un incredibile e misconosciuto patrimonio pubblico culturale, storico e naturale nascosto letteralmente sotto i loro piedi. L’occasione è stata la visita d’istruzione organizzata dalle insegnanti Silvana Blundo, Franca Criscione e Liliana Biazzo che hanno voluto far conoscere agli alunni delle seconde “B” e “C” della Crispi un luogo vicino ma lontanissimo (i bambini delle due seconde classi hanno raggiunto l’ingresso delle latomie di Cava Gonfalone dalla via Risorgimento, e non dallo storico viottolo che parte proprio dalla loro scuola, perché ormai impraticabile). A far da guida tra le enormi gallerie scavate lungo i secoli nel bianco calcare (quello, per intenderci, utilizzato per la costruzione della Ragusa post-terremoto), tra le colonne di calcinite artisticamente elaborata da migliaia di anni di piogge e una vera e propria foresta è stato Giorgio Battaglia, architetto funzionario della Soprintendenza. La sua preparazione – unitamente alla passione con la quale intende far capire ai ragusani quale grande occasione turistica si potrebbe cogliere (ma che finora non si è riusciti a far diventare realtà) – ha letteralmente incantato i ragazzini, tutti “armati” di caschetto e torcia elettrica per una visita che difficilmente potranno dimenticare. Con le insegnanti presente anche il Dirigente della scuola ragusana, la professoressa Maria Grazia Carfì, evidentemente soddisfatta della riuscita dell’iniziativa didattica che, ne siamo, certi, non rimarrà isolata, almeno per la storica “Crispi”.

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