Scuola Ragusa

Il Fermi di Ragusa diventa Morvillo Falcone

Al termine di un progetto di educazione alla legalità

 Ragusa - L’ultimo significativo tassello dei progetti legalità  “Le(G) ali al Sud” è stato deciso proprio nei giorni scorsi, mentre ci si avviava verso la manifestazione conclusiva di ieri pomeriggio per i progetti “Io amo la mia polis” e “Sulle regole”.

Il liceo scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa ha in questo periodo aggiunto alla sua denominazione anche quella dell’istituto scolastico di Brindisi, “Francesca Morvillo Falcone”, la scuola dove si è verificato il drammatico attentato che ha causato la morte della giovane Melissa e il grave ferimento di altre studentesse. Il grave attentato che ha colpito la scuola di Brindisi è divenuto simbolo di un attacco criminale alla scuola per cui il liceo “E. Fermi” di Ragusa ha voluto far sentire la vicinanza della comunità scolastica iblea, e segnatamente la propria solidarietà, sia alla comunità pugliese che alla famiglia di Melissa, sostanziando anche così l’ideale percorso di legalità che deve unire tutte le giovani generazioni.  Ieri pomeriggio si è poi svolta la fase finale dei due progetti che, finanziati dall’UE e dal MIUR nell’ambito del Piano Operativo Nazionale (PON) 2007-2013, hanno visto per due anni impegnati oltre 50 studenti in un’azione di analisi della realtà  quotidiana e di realizzazione di iniziative e manifestazioni tesi a rimarcare i valori più importanti a partire dalla giustizia e dalla legalità. Guidati dal coordinamento della professoressa Concetta Petrolito insieme al valido ausilio del dottor Giorgio Abate e della dottoressa Stefania Pace entrambi di Libera Associazione, e il sostegno dell’ufficio amministrativo scolastico e del personale Ata, nonché del fattivo contributo del professor Carmelo  La Porta, docente facilitatore del progetto, seguendo le linee direttive del dirigente scolastico Francesco Musarra, gli studenti hanno via via acquisito una positiva consapevolezza all’interno di un percorso intenso di educazione alla legalità. L’itinerario didattico è stato realizzato attraverso varie tappe, dall’incontro con il giudice Gherardo Colombo alla partecipazione a Palermo alle iniziative in memoria dei giudici Falcone e Borsellino, realizzando il lenzuolo della legalità, incontrando Libera, passando da Portella Della Ginestra per ricordare le vittime che caddero nel 1947 per volontà mafiosa e non solo, incontrando i vertici di Banca Etica, o seguendo da vicino, con la testimonianza diretta, il caso della famiglia Manca che chiede giustizia per il proprio figlio e dei signori Agostino che chiedono verità e giustizia per il proprio figlio, l’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, e con l’incontro con Carmine Mancuso, figlio di Lenin Mancuso, ucciso insieme al magistrato Cesare Terranova. Ma ricordiamo anche il  corteo che il 21 marzo ha attraversato le vie della nostra città per portare la solidarietà dei giovani al lavoro della Questura e ha ricordato la figura di Giovanni Spampinato, giovane giornalista ragusano ucciso a soli 25 anni ed ancora lo spettacolo in memoria presso il Teatro Tenda di Ragusa e l’incontro a Comiso il 4 maggio con don Tonio Dall’Olio, Vito Lo Monaco ed il figlio di Pio La Torre, per far rivivere lo “spirito di Comiso” di trent’anni fa, allora contro i missili Cruise, oggi contro l’installazione del Muos a Niscemi. Gli studenti hanno poi svolto lavori individuali, che diventeranno presto due interessanti pubblicazioni, che mettono in evidenza soprattutto la consapevolezza acquisita nel corso del biennio dei progetti, con la scoperta di un mondo per certi versi ingiusto e rispetto al quale intendono operare con un’azione di comune riscatto sociale e culturale. Tra gli interventi di ieri pomeriggio, dopo l’introduzione del dirigente scolastico Musarra, anche quello di vari docenti, di numerosi studenti, del sindaco Nello Dipasquale, dell’ex presidente della Provincia, Franco Antoci. Non solo le testimonianze e i racconti delle varie esperienze vissute ma pure un bellissimo intermezzo musicale, con l’esibizione artistica degli studenti, ha completato la manifestazione conclusiva servita anche a fare il punto della situazione sui vari progetti europei attivati dal liceo scientifico con scambi con altre scuole di altri Paesi partner. Prima della chiusura, una piacevole e gustosa sorpresa. In auditorium, per la foto finale, è arrivata una torta con sopra i due loghi dei progetti. “Mafia non e’ solo Cosa Nostra, e’ la cultura del sopruso, l’accettazione della prevaricazione, e’ l’atteggiamento omertoso di fronte alla violenza, l’indifferenza verso chi non rispetta le regole” Sono queste le parole dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione – ricorda la docente Concetta Petrolito – in occasione del ventennale della strage di Capaci. Anche noi del liceo scientifico “E. Fermi”, che in quest’ultimo mese ha affiancato alla propria denominazione quella di liceo “Francesca Morvillo Falcone” per condividere il dolore e la voglia di giustizia della scuola pugliese così barbaramente colpita, abbiamo fatto nostre queste parole dell’assessore regionale perché riteniamo fermamente che, come diceva Antonino Caponnetto, il giudice che concretizzò il progetto del pool di giudici che a Palermo iniziò a combattere concretamente la criminalità organizzata, “La mafia, teme più la scuola della giustizia.... L'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. E noi come istituzione scolastica siamo convinti che con i percorsi di legalità e con una diversa consapevolezza da parte degli studenti, si possa contribuire nella costruzione di una nuova polis con regole condivise”.