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Ostriche concave di Belòn al matrimonio di Zingaretti e della Ranieri

Il menù di Ciccio Sultano

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Ragusa - Per il banchetto nuziale, affidato per l'appunto allo chef Ciccio Sultano e servito sulla terrazza del castello al chiar di luna, ha lavorato un piccolo esercito. In cucina si sono complessivamente alternate 48 persone a cui vanno aggiunte 20 persone per il service che ha curato gli allestimenti. Ben 22 i camerieri e i sommelier mobilitati per i 120 invitati e per poi accogliere, dopo cena, i 60 componenti della troupe cinematografica della Palomar. Un menù tutto siciliano, raccontano alcuni degli invitati. Visto il caldo della giornata, gli ospiti sono stati deliziati da un rinfresco con bibite prodotte con materie prime a marchio Presidio Slow Food, e poi il buonissimo latte di mandorla, le granite e gli infusi realizzati dalla cucina di Sultano. Tante bollicine ma tutte italiane con Brut e Chardonnay di Tasca d’Alemerita, ed ancora il fresco Valcanzjria e naturalmente il vino patron della zona, il Cerasuolo di Vittoria dell’azienda Gulfi. A cena sono stati serviti il bianco Girgis di Guccione mentre il rosso era ancora il Cerasuolo di Vittoria ma questa volta dell’azienda Calì. Dopo cena tutto dedicato ai cocktail e ai distillati.

Il menù, come era prevedibile, è stato composto da numerose portate. Un delizioso aperitivo con ostriche concave di Belon, scampi con fichi d’India, triglie, gambero rosso con latte di mandorla e zenzero candito, spiedino di pesce del mare nostrum, polpo di scoglio bollito, frittura sicula con cazzilli, panelle, pesciolini. Immancabili gli arancini (di Montalbano) sia di ragù che di seppia. Per il piacere di Zingaretti, anche le sarde a beccafico e la costoletta d’agnello. Dopo i piatti di entrata è stato servito il primo. Sultano ha proposto una delle sue ricette più famose, gli spaghetti alla moresca Taratatà, una ricetta tipica sciclitana, con salsa di erbette citriche e al centro tavola gli ospiti sono stati deliziati anche da raviolini di ricotta e maggiorana, e da straordinari paccheri e conchiglioni in formato finger food, ovvero al cucchiaio. Subito dopo ci si è immersi negli aromi che hanno accompagnato il tonno rosso “abbuttunatu” con ventresca, sugo di carne, pomodorini, salsa di basilico e vaniglia. A tavola sono arrivati anche bocconcini di spada, assaggi di razza e caponata di alici dolci. Come perdersi poi i dolci? Dopo il pre dessert servito dai camerieri, ha fatto il suo ingresso la mega torta nuziale a cinque piani preparata dalla pasticceria Dipasquale. Una monumentale torta con crema pasticcera, crema al pistacchio, foresta nera e cassata siciliana con ricotta di pecora. A concludere la luculliana cena anche geli al limone, all’anguria, alla cannella e cannoli riempiti con fresca crema. Conclusione affidata ai fiocchi di neve, ai riccioli del Gattopardo, alle perle di pistacchio e gelsomini e alle tradizionali “minni ri vergini”, uno dei dolci più tipici dell’isola. E presi per la gola, alcuni ospiti hanno promesso di tornare.


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