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Italia-Inghilterra. Quattro a 2. Ai rigori

Il sorriso di Zoff

Ricorderemo Italia Inghilterra vinta ai rigori per tanti motivi: il rigore di Pirlo, la parata di Buffon, il palo di De Rossi, la faccia con cresta di Balotelli, la totale nullità di Rooney (e dire che c’è chi lo mette subito dietro Messi).

Ma una faccia, io personalmente, non la scorderò mai. Quella del portiere inglese, Joe Hart il suo nome, giovanissimo e talentuoso (lo ha dimostrato anche in questa bellissima partita da 120 minuti più rigori). Ed è la faccia che questa ragazzino ha fatto quando guardava negli occhi i giocatori azzurri pronti a battere il penalty. Lui, Joe Hart, imitava i neozelandesi del rugby, insomma i celeberrimi “all black”, che prima di ogni loro partita eseguono la haka, antichissima danza tribale che ha il dichiarato scopo di intimorire gli avversari. Facce strane, smorfie, linguacce (insomma, quello che ha tentato di fare anche il simpatico Hart). Ma quando la haka la fanno i neozelandesi, dodici dei quindici sono maori, e gli altri tre bianchi ma mostruosi, allora è una cosa. Quel poverino, con la tipica faccia da inglesino, bianco e lentigginoso, con gli occhi azzurro-grigi languidi, con le guanciotte rosee, che doveva fare spaventare uno come Pirlo, che al posto del sangue ha il liquido dei radiatori, è tutta un’altra cosa. E poi ho pensato a Dino Zoff e a quando sorrise, non una risata, ma un sorriso accennato, chè i giornali lo riportarono per due giorni.

Nella foto, l'estremo tentativo di un tifoso inglese, che ha cercato di distrarre il rigorista azzurro