Sport Madrid

Spagna-Italia 4 a 0. Madrid. Cronaca di una vittoria annunciata

La nuova Spagna s’impone all’Europa con la forza e la freschezza della sua gioventù

Madrid, ore 20,45 di questo pomeriggio 1 luglio 2012. Sono in piazza Puerta del Sol con amici. Improvvisamente la piazza si svuota come mai era successo nella sua storia centenaria. Gli ultimi ragazzi ritardatari, coperti da bandiere e provvisti di trombette, si avviano verso piazza Sant’Anna, nel cuore del quartier generale dei toreri, dove molti bar hanno predisposto schemi giganti per attirare la clientela offrendo anche pacchetti invitanti tutto compreso: dieci euro per birra a volontà e la gioia di condividere la partita di calcio Spagna Italia con altri.

In molti edifici pubblici e privati della capitale sventola la bandiera spagnola. Ai balconi bandiere come se fosse una festa nazionale. Gli autobus urbani sono tutti provvisti delle loro bandierine e girano a vuoto in una capitale deserta come mai la avevo vista.

Mi affretto a rientrare a casa per guardare la partita del secolo con gli amici e i conoscenti del quartiere in un ristorante ubicato al piano terra del mio palazzo. La gente elettrizzata guarda i passaggi, urla, grida, impreca, dimenticando che io sono italiano,

L’incontro di calcio Italia Spagna si svolge a Kiev ma lascia col fiato sospeso due grandi nazioni europee.

Il paseo della Castigliana, al centro del quale sorge, imponente e maestoso, lo stadio Santiago Bernabeu, scoppia di gente. L‘ayuntamiento (il comune) ha predisposto grandi schermi giganti davanti al piazzale dello stadio per consentire a tutti i cittadini di vivere un momento storico, magico e irripetibile.

Poi un urlo squarcia come un rombo d’aeroplano un silenzio infido, sinistro. È il goal di Silva che apre la strada verso la vittoria.

Sarà comunque il goal di Alba a dare la tranquillità sperata a Vicente del Bosque che, intervistato nell’intervallo dopo il primo tempo della partita, sfoggia prudentemente uno dei suoi sorrisi furbi al giornalista che chiede pareri e novità.

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Le città spagnole, c’informa il cronista, sono tutte in piedi dopo il secondo goal per celebrare una vittoria che è data ormai per sicura. Da Barcellona a Siviglia, da Valencia a Bilbao.

Ma sarà il goal di Torres a fare esplodere Madrid e con Madrid la Spagna.

Domani la capitale accoglierà, come l’anno scorso, con un bagno di folla, i nuovi eroi per consacrarli poi tali dal balcone del palazzo della Comunidad di Madrid che si affaccia su Piazza Puerta del Sol, vero cuore di tutta la Spagna. Lo stesso palazzo nel quale, un tempo non molto lontano, la polizia di Franco torturava e uccideva i loro padri.

La nuova Spagna s’impone all’Europa con la forza e la freschezza della sua gioventù. Non a torto il cronista ricordava tutte le vittorie accumulate quest’anno dagli sportivi spagnoli nelle numerose competizioni del mondo.

I tagli drastici alla spesa pubblica, il sistema bancario in fallimento, la borsa altalenante per una speculazione misteriosa e selvaggia nulla hanno potuto contro la forza dirompente di un popolo che ha saputo risorgere da un lungo e oscuro periodo della sua storia.

Mentre scrivo, sento i clacson delle macchine, le trombe impazzite dei tifosi, la vita fluire nella strada prima deserta, i rumori della vittoria, chiassosi e sfrenati, i cori che provengono dalla Gran Vía, la strada simbolo della città.

Ho capito, stanotte sicuramente non dormirò.

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