Giudiziaria Modica

Pronostici e scommesse, assolto Angelo Maltese

Dopo un processo durato quattro anni

Modica - Un processo durato complessivamente circa quattro anni e che fa giustizia al modicano Angelo Maltese, 46 anni, difeso dagli avvocati Ignazio Galfo ed Enrico Platania, assolto dal Tribunale di Siracusa in composizione collegiale (Stefania Scarlata, presidente) dopo che il Gip del Tribunale aretuseo il 18 novembre 2008 lo aveva sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e poi rimesso in libertà dopo qualche settimana. 

Era accusato con altri nove soggetti di associazione per delinquere finalizzata all’abusiva organizzazione di pronostici e scommesse su eventi sportivi con la predisposizione di siti con estensione diversa da quella legale “it” e con l’articolazione sul territorio di una serie di agenzie per la raccolta di scommesse.

“Il mio assistito – dice l’avvocato Galfo – di cui da anni sostengo l’estraneità ai fatti contestati e l’assoluta mancanza di condotte penalmente rilevanti a suo carico, ha avuto giustizia. L’assoluzione è stata accolta da noi con grande favore, ed evidenzia la posizione di Maltese”. L’estraneità di Angelo Maltese risalta se si considera che ben sei imputati su dieci di questo processo, nelle fasi precedenti, avevano patteggiato la pena. “Attendiamo adesso le motivazioni – aggiunge il difensore – e non escludiamo azioni a tutela dei diritti del nostro assistito, leso tanto dal processo, cui all’epoca degli arresti fu dato notevole risalto, quanto dall’applicazione della misura cautelare ingiustamente sofferta”. L’operazione della Guardia di Finanza aveva interessato le province di Siracusa, Catania, Messina e Ragusa. Secondo l’accusa, esisteva un’organizzazione che aveva realizzato una rete parallela di scommesse su internet con un fatturato complessivo di circa 400 mila euro. Sarebbero stati realizzati dei siti simili a quelli ufficiali, che però garantivano ai giocatori vincite superiori. L’accesso avveniva attraverso password che, sempre secondo l’accusa, erano fornite dai gestori dei siti ufficiali che invogliavano i loro clienti a giocare su quelli illegali con l’attrazione di vincite più consistenti. In buona sostanza tramite il sito “zwin.com”, quasi clandestino, erano effettuate scommesse non autorizzate. Il giocatore poteva scommettere dopo essersi munito di username e password, rilasciate dall’amministratore del sito, ed aver “acceso” un conto virtuale, con un minimo iniziale di 500 euro, che doveva essere versato in contanti. A quel punto lo scommettitore puntava su di una piattaforma che garantiva mediamente due o anche tre punti percentuali in più di vincita rispetto alle quote dei siti del Monopolio, che venivano anche recapitate a domicilio. Ma di tutto ciò il modicano è risultato estraneo.

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