Sanità Ragusa

Sanità a Ragusa, meno 600 unità. Ammatuna: Disservizi prevedibili

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Ragusa - “Si può pensare che i servizi sanitari possano funzionare meglio con 600 unità di personale in meno? Prima della riforma sanitaria la dotazione organica complessiva in provincia di Ragusa ammontava a 4.016 unità lavorative, cifra che è scesa a 3.396 dopo i tagli effettuati dal governo regionale. E ancora a questa dotazione organica, già di per se asfittica, bisogna detrarre altro personale fino ad arrivare a 3320/3350 unità, che rappresentano la cifra degli effettivi. La ratio della riforma sanitaria era quella di tagliare gli sprechi ed avviare una riqualificazione del servizio. Nei fatti, si è provveduto soltanto a mettere in atto l’operazione più semplice: tagliare il personale. In provincia di Ragusa poi questa epurazione è stata particolarmente aggressiva. Ecco perché i livelli essenziali di assistenza sono in calo. Non c’è un posto libero negli ospedali per i tagli effettuati nei posti letto per acuti, senza che sia avvenuta l’integrazione di quelli per la lungodegenza e per la riabilitazione. Sempre per mancanza di personale non è stata attivata a Ragusa e Vittoria l’Osservazione Breve, si vogliono sopprimere i Pronto Soccorso di Scicli e Comiso lasciandoli senza il supporto h24 del Laboratorio Analisi e di Radiologia e i servizi di prevenzione e la medicina del territorio non funzionano. Le liste di attesa si allungano ed in qualche ospedale di notte c’è soltanto una unità ausiliaria per tutti i reparti. L’istituzione dei PTA rimane ancora monca ed in alcune Unità Operative la dotazioni organiche non sono complete. Certo, rispetto alla precedente gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il nuovo Commissario ha fatto un passo avanti avviando la mobilità, ma questo non è ancora sufficiente.

E’ necessario adesso portare a compimento i concorsi già iniziati ed avviarne dei nuovi per coprire i posti vacanti in organico. E’ chiaro che il prossimo governo regionale non potrà non affrontare il problema della carenza delle dotazioni organiche nei servizi sanitari, senza l’aumento delle quali non è possibile procedere ad una qualificazione dell’offerta sanitaria”.