Cultura Ragusa

E Il Cairo fu fondato da un ibleo

Storia di Jawhar al-Siqilli

Ragusa - Jawhar al-Siqilli è passato alla storia per essere stato il riconosciuto fondatore della città egiziana del Cairo, oggi una delle più importanti del mondo, non solo quello islamico.

Al-Siqilli, come si comprende anche dal nome, era un siciliano. Era un generale, nato non si sa esattamente dove, ma secondo molti la sua terra d’origine era quell’altopiano ibleo che corre da Monte Lauro verso il Canale di Sicilia. Ragusano, chiaramontano, giarratanese che fosse, Jawhar – nato nel 911 dopo Cristo, morì nella città da lui fondata nel 992. Ricorre quindi quest’anno l’anniversario, il 1020esimo, della sua morte.

Ma il generale “Dalla Sicilia” (come potremmo letteralmente tradurre dall’arabo il suo cognome) non si limitò alla fondazione di quella al-Qahira che sarebbe poi diventata una megalopoli cin decine di milioni di abitanti, perché il suo nome è legato alla creazione del più grande impero fatimide della storia, con la conquista di tutto il Nordafrica, dell’Egitto e della Siria. A me piace pensare a questo nostro conterraneo non tanto per le sue imprese guerresche (e chi lo avrebbe mai immaginato, un “babbo” così feroce e militarmente valido, non ci avevano detto che eravamo diversi dagli altri siciliani?), quanto per una sua altra medaglia che la storia gli riconosce da sempre. Una medaglia d’oro al valore culturale, se è vero (come parrebbe vero) che il nostro è stato anche il fondatore della grande moschea di al-Azhar, che è anche una delle più antiche università del mondo.

Della sua vita si conosce pochissimo, solo il nome del padre, Abd-Allah, e l’appartenenza al grupop di “mawali”, cioè i siciliani “non arabi” che erano stati ridotti in schiavitù e deportati dall’Emirato di Sicilia nella città di Qayrawan – nella odierna Tunisia – che all’epoca era la capitale del Imanato fatimide dell’Africa del nord. Sappiamo anche che gli antenati del generale erano dei cristiani bizantini. Jawhar venne liberato dalla schiavitù intorno al 953 dll’Imam Al-Mu’izz li-Din allah che gli consentì – avendo percepito le grandi qualità del giovane siciliano – si scalare le posizioni di maggiore importanza nell’esercito dei Berberi, fino a raggiungere il grado di visir comandante in capo dell’intero esercito.

La vicenda della conquista dell’Egitto e la fondazione del Cairo è di suo una molto affascinante, per la quale rimando eventuali interessati all’ampia letteratura – specialistica o meno – che si trova in abbondanza anche sulla Rete.

Jawhar al-Siqilli morì il 28 gennaio 992, ottantenne. La sua tomba è stata collocata all’interno della università di al-Azhar da lui fondata.

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