Giudiziaria Ragusa

Giovanni Cosentini assolto per le assunzioni al Consorzio di Bonifica

Parla l’ex imputato

Ragusa - “Non ho mai parlato prima. Per il grande rispetto e la piena fiducia da me nutrita nei confronti della magistratura inquirente e giudicante. Ma ritengo che adesso, essendo la vicenda giudiziaria arrivata al capolinea, qualcosa vada detto”.

E’ quanto afferma il direttore generale del Consorzio di bonifica di Ragusa, Giovanni Cosentini, dopo l’assoluzione con formula piena dall’accusa di avere effettuato, assieme all’ex amministratore provvisorio del Consorzio all’epoca dei fatti, Gaetano D’Onufrio, 23 assunzioni a tempo nel 2007.

“Vale solo la pena di ricordare – chiarisce Cosentini – quello che accadde nei mesi di dicembre 2007 e gennaio 2008 quando l’allora segreteria generale Flai Cgil Sicilia tuonava contro il sottoscritto e D’Onufrio sostenendo che occorreva bloccare i processi di palese illegalità e di sperpero del denaro che impunemente avremmo, secondo loro, perpetrato con immotivate e clientelari assunzioni. Anche il deputato regionale Roberto Ammatuna gridò allo scandalo parlando di assunzioni illecite al Consorzio di bonifica e presentando addirittura una interrogazione parlamentare. Ma c’è chi fece di più. Il parlamentare Riccardo Minardo scrisse all’allora ministro Amato una interrogazione parlando di assunzioni clientelari causate sicuramente da infiltrazioni esterne che si sarebbero sviluppate in imbrogli e procedure non del tutto trasparenti. Una pioggia di maldicenze e malignità. Un attacco mediatico senza precedenti. A cui ha posto la parola fine il Tribunale di Ragusa con la sentenza pronunciata alla 13,40 del 19 ottobre affermando che il fatto non sussiste”.

“Quella che abbiamo subito – dice Cosentini parlando anche di D’Onufrio – è una vicenda paradossale, durata cinque anni, che non doveva nemmeno arrivare nelle aule di giustizia. Per tutto questo tempo due professionisti, due padri di famiglia, sono stati additati al pubblico ludibrio per un paventato abuso di ufficio per avere assunto ala fine del 2007 alcune persone per pochissimi giorni per soddisfare comprovate esigenze funzionali del Consorzio. Chi ci ha “diffamato” non ha fatto i conti con il percorso processuale che ha sancito la nostra assoluzione con formula piena (richiesta peraltro dal Pubblico ministero in aula) perché il fatto non sussiste. Certo, resta l'amaro in bocca nel constatare che alla fine della partita non paga nessuno. O meglio, grazie alla scellerata azione dei personaggi di cui abbiamo detto, a pagare sarà il Consorzio di bonifica che dovrà rifondere le spese legali sostenute dai due imputati ingiustamente accusati”.

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