Cultura Ragusa

A proposito di Giovanni Spampinato

Un ricordo lontano

Ragusa - Le recenti iniziative finalizzate a ricordare pubblicamente il quarantesimo anniversario dell’assassinio del giornalista ragusano Giovanni Spampinato, mi hanno riportato alla mente un ormai lontanissimo episodio.

Episodio che si collega, ora vedrete voi se più o meno direttamente, con il brutale omicidio compiuto il 27 ottobre 1972 da Roberto Cambria. I fatti legati all’omicidio Spampinato sono noti ai più: il 25 febbraio di quell’anno a Ragusa venne assassinato l’ingegnere Angelo Tumino, ufficialmente antiquario, tra i sospettati c’era anche il figlio del Presidente del Tribunale, Roberto Cambria, che venne messo al centro dei suoi articoli pubblicati da L’Ora di Palermo da Giovanni Spampinato. A fine ottobre l’uccisione del giornalista. Ad oggi non si conoscono mandanti ed esecutori dell’omicidio Tumino mentre di quello Spampanato si conosce solo l’esecutore e non anche eventuali mandati e soprattutto si può solo ipotizzare un movente.

Ma nella vicenda dei due omicidi sovente appare una Ragusa dei primi anni ’70 caratterizzata da presenze “strane” (tantissimi neofascisti che nel circondario si allenavano in campi paramilitari), e da traffici illeciti (soprattutto di armi e di droga, oltre che di quei reperti archeologici per i quali Tumino era certamente coinvolto).

Ed ecco l’episodio che mi è tornato alla mente: mio nonno, che sarebbe morto l’anno dopo i fatti di cui sopra, mi raccontava in quel periodo tante storie, com’è normale faccia un sessantenne col nipotino ottenne. E tra le tante storie c’erano quelle della sua gioventù, della guerra vissuta in prima linea, del difficile dopoguerra, e poi quelle di “contrabbando”. Mio nonno mi raccontava spesso di questi contrabbandieri, tanto che io ne ero sinceramente impaurito ed ogni volta si andava al mare col resto della famiglia guardavo sempre con attenzione alla spiaggia dove mi aspettavo da un momento all’altro lo sbarco di “bionde” e di mitragliette.

Da adulto, quelle rare volte tornavo colla mente ai racconti di mio nonno sui contrabbandieri, li inserivo subitamente nella categoria “ricordi di guerra”, dando per scontato che il padre di mia madre, classe 1905, facesse riferimento agli sbarchi del luglio 1943. Ma adesso debbo rivedere il collocamento storico e la catalogazione di quei racconti, e verosimilmente dovrò datarli “fine ani ’60 e inizio anni ‘70” e collocarli alla voce “strani movimenti nella Ragusa dell’epoca”. Magari c’entreranno tanto con la morte di Tumino e meno con quella di Giovanni Spampinato, ma è evidente che di quel periodo bisognerebbe approfondire notevolmente almeno alcune tematiche, e farlo giornalisticamente sarà valido ma insufficiente: dovranno essere gli storici, coi loro metodi, a tentare una opera di chiarimento dei troppi lati tuttora oscuri.

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